
Chi visita Omegna spesso rimane affascinato dal lungolago, dal centro storico e dalle atmosfere romantiche del Lago d'Orta. Pochi però sanno che alle spalle della città si innalza una modesta collina che custodisce alcune delle testimonianze storiche e archeologiche più interessanti dell'intero Cusio: il Monte Zuoli.
Con i suoi circa 400 metri di altitudine, il Monte Zuoli non è una montagna nel senso tradizionale del termine. È piuttosto un promontorio boscoso che domina Omegna e il settore settentrionale del Lago d'Orta, offrendo panorami sorprendenti e un ambiente naturale facilmente accessibile a tutti.
Un polmone verde sopra la città
Il Monte Zuoli si trova tra Omegna e Nonio, immediatamente sopra la frazione di Bagnella. Oggi è uno dei luoghi più frequentati dagli abitanti della zona per passeggiate, attività sportiva e momenti di relax immersi nel verde.
I sentieri si sviluppano all'interno di un fitto bosco di castagni, robinie e altre essenze tipiche delle colline prealpine. Durante la salita la città scompare gradualmente dietro gli alberi e il rumore del traffico lascia spazio al canto degli uccelli e al fruscio del vento tra le foglie.
Nonostante la vicinanza al centro abitato, il Monte Zuoli riesce a conservare un'atmosfera sorprendentemente tranquilla e raccolta.
Il panorama sul Lago d'Orta
Uno degli aspetti più affascinanti del Monte Zuoli è il panorama.
Dai punti più aperti lo sguardo spazia sull'intero bacino settentrionale del Lago d'Orta, sulle montagne che circondano il Cusio e, nelle giornate più limpide, sulle vette alpine dell'Ossola.
È un punto privilegiato per comprendere la geografia del territorio: da qui si osserva chiaramente come Omegna sia sorta proprio nel punto in cui il fiume Nigoglia esce dal lago, creando un naturale crocevia tra il Cusio, la Valle Strona e le vie verso l'Ossola.
Particolarmente suggestivi sono i tramonti, quando il sole illumina le acque del lago e le montagne assumono tonalità dorate e rossastre.
Le misteriose coppelle preistoriche
Ciò che rende il Monte Zuoli davvero speciale è però la presenza di antichissime testimonianze archeologiche.
Su alcuni affioramenti rocciosi sono infatti visibili numerose coppelle, cavità emisferiche scavate nella pietra dall'uomo in epoca preistorica. Gli studiosi ne hanno censite circa una ventina, alcune di dimensioni particolarmente grandi, tanto da essere considerate tra le più importanti dell'intera provincia del Verbano-Cusio-Ossola.
Le coppelle sono diffuse in molte regioni alpine e il loro significato rimane ancora oggi oggetto di dibattito.
Secondo varie ipotesi potrebbero essere state utilizzate per:
- riti religiosi;
- osservazioni astronomiche;
- culti legati alla fertilità;
- pratiche simboliche collegate all'acqua e agli elementi naturali.
Nessuno conosce con certezza il loro vero scopo, ed è proprio questo mistero a renderle così affascinanti.
La roccia della fertilità
Poco distante dalle coppelle si trova un altro elemento legato alle tradizioni popolari del territorio.
Si tratta di una lastra rocciosa inclinata e particolarmente liscia, simile a uno scivolo naturale. La tradizione racconta che fino a tempi relativamente recenti alcune donne vi si lasciassero scivolare sopra come rito propiziatorio per ottenere una gravidanza.
È difficile stabilire quanto questa usanza sia realmente antica, ma rappresenta comunque una testimonianza preziosa delle credenze popolari che hanno caratterizzato il territorio per secoli.
Dal punto di vista antropologico, questo tipo di riti è comune in molte aree montane europee e richiama antichi culti della fertilità probabilmente precedenti alla diffusione del Cristianesimo.
Il Monte Zuoli e l'immaginazione di Gianni Rodari
Il Monte Zuoli è anche legato alla figura di Gianni Rodari, il più celebre cittadino di Omegna.
Sulla sua sommità si trova infatti una sezione del Parco della Fantasia dedicata al celebre racconto "La Torta in Cielo", una delle opere più amate dello scrittore.
Questo collegamento tra natura e fantasia rende il luogo particolarmente apprezzato dalle famiglie e dai bambini.
Un paradiso per chi ama l'outdoor
Negli ultimi anni il Monte Zuoli è stato valorizzato come area dedicata alle attività all'aria aperta.
Oltre ai sentieri escursionistici si trovano:
- il Percorso Vita attrezzato;
- un anello per mountain bike;
- pareti naturali per l'arrampicata;
- aree ricreative immerse nel bosco.
L'intera zona è stata pensata come un grande parco naturale facilmente raggiungibile direttamente dal centro di Omegna.
Il significato simbolico del Monte Zuoli
Dal punto di vista storico e simbolico, il Monte Zuoli rappresenta qualcosa di unico.
Da una parte custodisce tracce che sembrano provenire dalla notte dei tempi: le coppelle, la roccia della fertilità, i possibili luoghi rituali.
Dall'altra guarda verso una città moderna, industriale e dinamica come Omegna.
È come se questa collina fosse un ponte tra due mondi: quello degli antichi abitanti del Cusio e quello contemporaneo.
Passeggiando tra i suoi sentieri si percepisce una sensazione particolare. Non si tratta della maestosità delle grandi montagne ossolane o delle cime del Mottarone. È qualcosa di più intimo.
Il Monte Zuoli racconta la storia di un luogo che da migliaia di anni osserva il Lago d'Orta dall'alto, assistendo al passaggio di popolazioni preistoriche, Celti, Romani, pellegrini medievali e abitanti moderni.
Forse è proprio questa continuità silenziosa che rende il Monte Zuoli uno dei luoghi più sottovalutati e affascinanti di Omegna.
