Il fantasma di Margherita Pusterla: la tragica leggenda della Torre Viscontea di Invorio
Tra le colline che collegano il Lago Maggiore al Lago d'Orta, sorge il borgo medievale di Invorio, un luogo ricco di storia, antiche fortificazioni e misteriose leggende. La più celebre è quella del fantasma di Margherita Pusterla, una giovane nobildonna del XIV secolo che, secondo la tradizione popolare, sarebbe stata murata viva nella Torre Viscontea e il cui spirito continuerebbe ancora oggi a vagare tra le antiche mura del castello.
È una storia che unisce fatti realmente accaduti, intrighi politici, passioni proibite e fantasia popolare, diventando una delle leggende più affascinanti del Novarese.
Chi era Margherita Pusterla
Margherita Pusterla, nata Margherita Visconti, apparteneva a uno dei rami della potente famiglia Visconti. Nella prima metà del XIV secolo sposò Francesco (Franciscolo) Pusterla, membro di una delle più influenti famiglie patrizie di Milano.
Le cronache dell'epoca descrivono Margherita come una donna di straordinaria bellezza. Lo storico trecentesco Pietro Azario la definì addirittura "la splendidissima sposa di Francesco Pusterla", sottolineando come fosse una delle donne più ammirate dell'aristocrazia lombarda.
Luchino Visconti e l'amore proibito
Secondo la tradizione, la bellezza di Margherita attirò l'attenzione di Luchino Visconti, signore di Milano e suo cugino.
Le versioni leggendarie raccontano che Luchino si innamorò perdutamente della giovane e tentò più volte di conquistarla. Margherita, profondamente fedele al marito, respinse ogni proposta.
Quando raccontò tutto a Francesco Pusterla, quest'ultimo interpretò il comportamento del Visconti come un'offesa insopportabile. Da qui avrebbe avuto origine una congiura destinata a cambiare per sempre il destino della famiglia.
È importante sottolineare che questo episodio appartiene soprattutto alla tradizione leggendaria. Gli storici concordano invece sull'esistenza della congiura contro Luchino Visconti, ma ritengono che fosse motivata principalmente da ragioni politiche e non sentimentali.
La congiura contro il Signore di Milano
Nel 1341 Francesco Pusterla partecipò realmente a una cospirazione organizzata da alcune importanti famiglie milanesi con l'obiettivo di rovesciare il governo assoluto dei Visconti e sostituirlo con un sistema collegiale.
La congiura venne però scoperta.
Francesco riuscì inizialmente a rifugiarsi presso la corte papale di Avignone, ma fu convinto con l'inganno a rientrare in Italia. Una volta sbarcato a Pisa, venne arrestato insieme ai figli e ricondotto a Milano.
Pochi mesi dopo, Francesco, Margherita e i loro figli furono processati e condannati a morte per ordine di Luchino Visconti. Le fonti storiche riportano che l'esecuzione avvenne nel novembre del 1341 nel Broletto di Milano.
Dove nasce la leggenda della Torre di Invorio
Ed è proprio qui che la storia lascia spazio alla leggenda.
La tradizione popolare racconta infatti una versione diversa della sorte di Margherita.
Anziché essere condotta direttamente a Milano, sarebbe stata rinchiusa nel Castello Visconteo di Invorio, una fortezza che all'epoca rappresentava uno dei principali presidi dei Visconti nel Vergante.
Luchino avrebbe tentato un'ultima volta di convincerla a diventare la sua amante.
Di fronte all'ennesimo rifiuto, accecato dalla rabbia, avrebbe ordinato di murarla viva nelle segrete del castello oppure all'interno della torre stessa.
Da questo tragico episodio nascerebbe il fantasma di Margherita Pusterla.
Il fantasma della Torre Viscontea
Secondo gli abitanti di Invorio, lo spirito della giovane non avrebbe mai trovato pace.
Nelle notti di nebbia molti raccontavano di udire pianti provenire dalla torre.
Altri affermavano di aver visto una figura femminile vestita di bianco aggirarsi lentamente tra le mura dell'antico castello, con il volto pallido e lo sguardo rivolto verso il paese.
Le testimonianze popolari descrivono il fantasma mentre percorre silenziosamente il sentiero che conduce alla Torre Viscontea, come se fosse ancora alla ricerca del marito e dei figli.
Per secoli questa credenza è stata così radicata che molti abitanti evitavano di passare nei pressi della torre dopo il tramonto.
La Torre Viscontea oggi
Dell'antico castello medievale rimane oggi soprattutto la Torre Viscontea, alta circa sedici metri, simbolo del centro storico di Invorio.
La torre faceva parte di una fortificazione costruita tra il XII e il XIII secolo e successivamente distrutta durante le guerre del Trecento. Ancora oggi rappresenta uno dei monumenti più importanti del paese e continua a essere legata indissolubilmente alla figura di Margherita Pusterla.
Dal romanzo alla cultura popolare
La tragica vicenda di Margherita ha ispirato numerosi artisti.
Nel 1838 lo storico e scrittore Cesare Cantù pubblicò il romanzo storico Margherita Pusterla, che contribuì enormemente a diffondere la leggenda in tutta Italia. In seguito la storia divenne anche un melodramma teatrale, una riduzione radiofonica della RAI e, più recentemente, un cortometraggio realizzato da un'associazione culturale di Invorio dedicato proprio alla fusione tra storia e leggenda.
Storia o leggenda?
La vicenda di Margherita Pusterla rappresenta uno degli esempi più interessanti di come storia e tradizione popolare possano fondersi.
Gli eventi principali — la congiura contro Luchino Visconti, l'arresto della famiglia Pusterla e la loro esecuzione — sono documentati dalle fonti storiche. Manca invece qualsiasi prova che Margherita sia stata imprigionata o murata viva nella Torre di Invorio.
Questa parte del racconto nasce dalla tradizione orale e si è consolidata nei secoli fino a diventare una delle leggende più famose del Piemonte orientale.
Proprio questo intreccio tra realtà storica e immaginazione rende ancora oggi il racconto così affascinante.
Un mistero che continua ad affascinare
Passeggiando tra le vie del centro storico di Invorio e osservando la Torre Viscontea, è facile comprendere perché questa leggenda sia sopravvissuta per quasi sette secoli. Le antiche pietre, il silenzio delle colline del Vergante e l'atmosfera medievale sembrano custodire il ricordo di una giovane donna il cui destino continua ancora oggi a emozionare chi visita questo angolo del Piemonte.
Che si creda o meno ai fantasmi, la leggenda di Margherita Pusterla rimane una delle pagine più suggestive del patrimonio storico e folkloristico del territorio, capace di trasformare una semplice torre medievale in uno dei luoghi più misteriosi tra il Lago Maggiore e il Lago d'Orta.

