Una delle tradizioni più antiche di Arona
Ogni anno, con l'arrivo di marzo, Arona cambia volto. In piazzale Aldo Moro iniziano a comparire le prime strutture metalliche, le grandi ruote, le giostre, le bancarelle e le luci del luna park. È il segnale che sta arrivando il Tredicino, uno degli appuntamenti più attesi dagli aronesi e da migliaia di visitatori del Lago Maggiore.
Ma dietro il rumore delle giostre, la musica e le attrazioni adrenaliniche c'è una storia molto più antica.
Il nome "Tredicino" deriva infatti dalla tradizionale festa del 13 marzo, legata alla venerazione dei santi martiri considerati protettori di Arona. La ricorrenza ricorda in particolare il ritorno delle reliquie dei martiri Fedele e Carpoforo nella città, avvenuto il 13 marzo 1576.
La festa religiosa e il luna park sono diventati nel tempo due aspetti inseparabili di una stessa tradizione, trasformando il Tredicino in uno degli eventi più caratteristici della città.
Chi erano i santi martiri di Arona
La tradizione aronese è legata a quattro martiri: Graziano, Felino, Fedele e Carpoforo.
Secondo la tradizione, i quattro vissero nel III secolo, durante il periodo dell'imperatore Decio. Graziano e Felino sarebbero stati ufficiali dell'esercito romano, mentre Fedele e Carpoforo vengono ricordati insieme a loro nella tradizione religiosa locale.
Le loro reliquie sono diventate nel corso dei secoli uno degli elementi centrali della devozione aronese.
La festa del 13 marzo è quindi molto più di una semplice manifestazione cittadina: rappresenta un appuntamento religioso profondamente radicato nella storia della comunità.
Nel 2023 l'associazione 2Ke20 ha pubblicato "La storia del Tredicino: le origini della più antica tradizione aronese", una raccolta curata da Alessandra Marchesi a partire anche dagli appunti dello storico e professore Mario Pagliano. La pubblicazione è stata realizzata proprio con l'obiettivo di recuperare e trasmettere alle nuove generazioni la memoria della tradizione.
Il viaggio delle reliquie
Uno dei capitoli più affascinanti della storia del Tredicino riguarda il viaggio delle reliquie.
Le spoglie dei martiri erano conservate nella chiesa di San Graziano ad Arona, ma nel XVI secolo furono trasferite a Milano da San Carlo Borromeo, anche per ragioni di sicurezza.
La decisione provocò una forte reazione da parte degli aronesi. La tradizione racconta che la popolazione protestò energicamente per ottenere la restituzione delle reliquie.
Il 13 marzo 1576 i resti tornarono ad Arona, arrivando via lago dalla sponda lombarda. Da quel momento la data assunse un significato particolare per la comunità aronese.
Secondo la ricostruzione quell'anno Arona fu inoltre risparmiata dalla peste, contribuendo ad accrescere ulteriormente la venerazione popolare verso i martiri. La tradizione racconta anche che venne stabilito che la città celebrasse ogni anno la ricorrenza del ritorno delle reliquie.
La festa religiosa del 13 marzo
Il cuore originario del Tredicino rimane quindi il 13 marzo.
In occasione della festa le reliquie vengono tradizionalmente esposte alla venerazione dei fedeli e la ricorrenza viene accompagnata da celebrazioni religiose e dalla processione.
Una delle immagini più suggestive della festa è proprio la processione dei martiri attraverso la città.
Nel 2025, per esempio, la processione è partita dalla chiesa di San Graziano e ha previsto anche un breve percorso sul Lago Maggiore: le reliquie sono state trasportate su un mezzo della Croce Rossa prima dell'approdo in piazza del Popolo.
È un elemento che rende il Tredicino particolarmente legato alla geografia di Arona: la città, la chiesa, il centro storico e il lago diventano tutti parte della celebrazione.
Quando arrivarono le giostre?
Il passaggio dalla festa patronale al grande luna park è avvenuto progressivamente.
Non bisogna infatti immaginare che il Tredicino sia nato direttamente come luna park. La ricorrenza religiosa è molto più antica, mentre la tradizione delle giostre appartiene alla storia più recente della manifestazione.
Nel corso del Novecento il luna park è diventato sempre più importante, fino a trasformarsi in una delle principali attrazioni della festa di marzo.
Secondo quanto ricordato nel 2023 dal sindaco di Arona, il luna park rappresentava ormai una tradizione cittadina da più di cinquant'anni.
E proprio qui entra in scena anche la storia delle famiglie dello spettacolo viaggiante, tra cui i Claudi, presenti al Tredicino da generazioni.
La tradizione dei giostrai
Il Tredicino è diventato negli anni uno degli appuntamenti più importanti per le famiglie dei giostrai.
Tra queste, i Claudi hanno costruito un rapporto particolarmente stretto con Arona. Ivan Claudi raccontò di essere nato nel 1950 mentre la sua famiglia possedeva già un autoscontro e frequentava il Lago Maggiore. La sua testimonianza è una delle più significative per ricostruire la storia moderna del luna park aronese.
Nelle generazioni successive, Roberto e Riccardo Claudi sono diventati figure di riferimento nell'organizzazione del Tredicino. Riccardo, in particolare, è indicato negli ultimi anni come portavoce dello staff organizzatore.
Questo legame spiega anche perché il Tredicino non sia semplicemente un luna park che arriva ad Arona ogni primavera: per alcune famiglie di giostrai rappresenta una tappa storica del proprio calendario annuale.
Dalle giostre tradizionali alle attrazioni estreme
Il luna park del Tredicino ha seguito l'evoluzione dello spettacolo viaggiante italiano.
Le attrazioni più tradizionali, come autoscontri, giostre per bambini, tiri a premio e ruote panoramiche, sono state progressivamente affiancate da attrazioni sempre più grandi e spettacolari.
Nel 2018 il Tredicino contava 63 attrazioni e presentava come novità il Top Spin, una giostra capace di raggiungere circa 14 metri di altezza e compiere rotazioni di 360 gradi. A presentarla alla stampa fu Roberto Claudi, coordinatore del comitato organizzatore.
Nel 2023 il luna park arrivò invece a 70 attività, grazie anche all'ampliamento dell'area disponibile in piazzale Aldo Moro.
Il Tredicino si è così trasformato in un vero e proprio grande parco divertimenti temporaneo.
Il Tredicino ora
La storia recente ha conosciuto anche un momento particolarmente difficile.
Nel 2020, a causa dell'emergenza Covid-19, il luna park non poté svolgersi nella sua forma abituale e anche la tradizionale processione dei martiri venne sospesa. La celebrazione religiosa fu organizzata in forma completamente diversa, con la messa celebrata nella Collegiata di Santa Maria e trasmessa anche online.
Dopo due anni di interruzione, nel 2022 il luna park tornò ad Arona, suscitando un forte entusiasmo nella popolazione. In quell'occasione la stampa sottolineò come il Tredicino fosse una vera tradizione della città e ricordò il suo collegamento con la festa patronale del 13 marzo.
La ripartenza segnò quindi anche il ritorno di una consuetudine collettiva: ritrovarsi tra le luci delle giostre, incontrare amici e familiari e vivere nuovamente l'atmosfera della festa.
Il luna park ha raggiunto ancora una volta dimensioni importanti, con circa 70 attrazioni, confermandosi uno degli appuntamenti più grandi dello spettacolo viaggiante nel territorio.
Le grandi attrazioni del Tredicino
Negli ultimi anni il Tredicino ha puntato molto sulle grandi attrazioni spettacolari.
Nel 2025, per esempio, arrivarono ad Arona l'Eclipse, alta 50 metri e capace di raggiungere i 110 km/h, e la Big Tower, una torre panoramica alta 40 metri.
Nel 2026 sono state invece presentate due nuove attrazioni: Galaxy 360 e Rocket, entrambe caratterizzate da movimenti a 360 gradi. Il Galaxy 360 viene descritto dagli organizzatori come un'evoluzione di una giostra già conosciuta dal pubblico, con velocità dichiarata fino a 120 km/h.
Queste attrazioni rappresentano il volto moderno del Tredicino, molto diverso dalle giostre di qualche decennio fa ma basato sullo stesso principio: stupire il pubblico.
La scelta della data non è casuale: il Tredicino continua a ruotare attorno al 13 marzo, giorno della festa patronale.
Anche il programma del luna park conserva una caratteristica particolare: il 13 marzo gli orari vengono ampliati per permettere alla popolazione e ai visitatori di vivere pienamente la giornata della festa.
Una festa che appartiene alla memoria di Arona
Forse è proprio questa sovrapposizione tra sacro e profano a rendere il Tredicino così particolare.
Da una parte ci sono le reliquie dei martiri, la chiesa di San Graziano, le celebrazioni religiose e la processione.
Dall'altra ci sono le luci, la musica, gli autoscontri, le montagne russe, le giostre per bambini, le attrazioni estreme, lo street food e le bancarelle.
Due mondi apparentemente lontani che ad Arona convivono da generazioni.
Per molti aronesi il Tredicino non è quindi soltanto una manifestazione. È un appuntamento che segna l'arrivo della primavera, un ricordo d'infanzia che si rinnova ogni anno e un momento nel quale la città torna a riempirsi di colori e persone.
È anche per questo che il Tredicino continua a resistere al passare del tempo.
Dal 1576 alle giostre del futuro
La storia del Tredicino parte da molto lontano: dal culto dei martiri e dal ritorno delle loro reliquie ad Arona nel 1576.
Nei secoli la festa si è trasformata, ma non ha perso il suo significato per la comunità.
Oggi il nome Tredicino evoca immediatamente il grande luna park di piazzale Aldo Moro, ma dietro quelle migliaia di lampadine c'è una storia secolare fatta di fede, tradizione, memoria e identità cittadina.
E forse è proprio questa la ragione per cui, quando a marzo ad Arona iniziano ad accendersi le prime giostre, non arriva semplicemente un luna park.
Arriva il Tredicino!

