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Festa di San Vito: una storia che arriva fino ad oggi

24-08-2026 12:43

Mauro

Omegna (VCO), Attrazioni, Home Attrazioni,

Festa di San Vito a omegna

Omegna si trasforma nella capitale del Lago d'Orta, con luci e colori, musica, spettacoli, bancarelle e i famosi fuochi d'artificio.

Una festa che da oltre un secolo anima Omegna

Ogni anno, alla fine di agosto, Omegna si trasforma per alcuni giorni nella capitale del Lago d'Orta. Le piazze si riempiono di musica, spettacoli, bancarelle e iniziative gastronomiche, mentre sulle acque del lago prendono vita i celebri fuochi d'artificio. È la Festa di San Vito, uno degli appuntamenti più importanti e conosciuti del Verbano-Cusio-Ossola.

 

Nel 2026 la manifestazione raggiunge la sua 123ª edizione, confermandosi tra le feste patronali più longeve del Piemonte. La festa moderna è ormai diventata un grande evento capace di attirare decine di migliaia di persone da tutto il territorio, dal Novarese, dalla Lombardia e anche dalla Svizzera.

 

Ma dietro la musica, gli spettacoli e i fuochi c'è una storia molto più antica. La devozione degli omegnesi verso San Vito risale infatti a più di quattro secoli fa.

 

L'arrivo delle reliquie di San Vito

La storia della festa è legata a un avvenimento del 1611.

Secondo la tradizione conservata dalla comunità omegnese, il vescovo di Novara Carlo Bascapè fece arrivare a Omegna dalle catacombe romane le reliquie di San Vito, giovane martire cristiano. Le fonti della festa collocano l'arrivo delle reliquie al 27 agosto 1611, proprio nei giorni nei quali ancora oggi si svolgono le celebrazioni patronali.

 

L'arrivo delle reliquie rappresentò un momento fondamentale per la comunità. San Vito divenne progressivamente una figura centrale nella devozione locale e il suo culto si consolidò nei secoli successivi.

 

Oggi San Vito è considerato compatrono di Omegna insieme a Sant'Ambrogio, e la sua festa continua a mantenere una forte componente religiosa accanto a quella più spettacolare e popolare.

 

Dalla devozione alla grande festa popolare

La festa che conosciamo oggi non nacque però nel Seicento nella sua forma attuale.

La manifestazione moderna viene fatta risalire a circa 123 anni fa. Nel 2019, per esempio, gli organizzatori parlavano della festa nella sua formula moderna come di una tradizione ormai consolidata da 116 anni, mentre nel 2025 si è arrivati alla 122ª edizione.

 

Nel corso del Novecento la celebrazione religiosa si è progressivamente trasformata in una manifestazione capace di coinvolgere tutta la città.

 

Alla messa e alla processione si sono aggiunti concerti, spettacoli, iniziative culturali, gastronomia, manifestazioni sportive, mercatini e soprattutto i grandi spettacoli pirotecnici.

 

È proprio questa capacità di unire fede, tradizione e divertimento ad aver permesso alla Festa di San Vito di mantenersi viva per generazioni.

 

La processione e la benedizione del lago

Nonostante la crescita della componente spettacolare, il cuore della festa rimane quello religioso.

Uno dei momenti più importanti è la processione con l'urna contenente le reliquie di San Vito, che attraversa le vie della città.

 

La celebrazione è accompagnata dalla partecipazione della comunità e culmina con la tradizionale benedizione delle acque del Lago d'Orta.

 

È un rito particolarmente suggestivo perché mette in relazione il santo con il lago e con la storia stessa di Omegna. La città è infatti nata e cresciuta proprio sul rapporto con l'acqua, che per secoli ha rappresentato una risorsa fondamentale per la vita economica e sociale del Cusio.

 

I famosi fuochi di San Vito

Se esiste un'immagine capace più di ogni altra di identificare la festa, è quella dei fuochi d'artificio sul Lago d'Orta.

 

Nel corso degli anni gli spettacoli pirotecnici sono diventati una vera e propria tradizione della manifestazione. Le esplosioni di luce vengono riflesse dalle acque del lago e illuminate dalla musica, trasformando il golfo di Omegna in un enorme palcoscenico.

 

Non si tratta più semplicemente di uno spettacolo pirotecnico tradizionale: oggi vengono realizzati veri e propri show piromusicali, nei quali fuochi e colonne sonore vengono sincronizzati.

 

Nel 2026  è stata introdotta anche una serata dedicata ai bambini con fuochi accompagnati dalle musiche di cartoni animati e film d'animazione.

 

Una curiosità legata alla tradizione è quella dei "tre colpi di benvenuto": allo scoccare del mezzogiorno della domenica della festa vengono esplosi tre fuochi, una consuetudine che gli organizzatori hanno recuperato negli ultimi anni.

 

Le crociere per ammirare i fuochi

La fama degli spettacoli pirotecnici ha fatto nascere anche un'altra tradizione più recente: le crociere dei Fuochi di San Vito.

 

Durante le due serate principali è possibile assistere allo spettacolo direttamente dal Lago d'Orta, a bordo della motonave Ortensia della Navigazione Lago d'Orta.

 

È un modo completamente diverso di vivere la festa: invece di guardare i fuochi dalla riva, ci si trova al centro del lago, con Omegna illuminata alle proprie spalle e le esplosioni di luce che si riflettono sull'acqua.

 

Il banco di beneficenza

Tra le tradizioni storiche della Festa di San Vito c'è anche il Banco di Beneficenza.

Per molti anni il banco è stato uno degli elementi caratteristici della manifestazione e ha rappresentato una delle principali fonti di sostegno economico per le iniziative della festa.

Nel tempo la sua organizzazione è cambiata e ha attraversato anche periodi di assenza, ma è stato successivamente recuperato. Oggi rappresenta ancora uno dei motori economici della manifestazione.

 

I fondi raccolti contribuiscono infatti a sostenere le spese necessarie per organizzare spettacoli e iniziative e, soprattutto, permettono di destinare risorse alla beneficenza e alla solidarietà.

 

Musica, spettacoli e cultura

La Festa di San Vito non è soltanto una celebrazione religiosa e non è nemmeno soltanto una festa dei fuochi.

 

Nel corso degli anni il programma si è arricchito di concerti, spettacoli teatrali, cabaret, mostre, incontri culturali e appuntamenti sportivi.

 

La musica occupa da sempre un ruolo importante. Nel programma vengono alternati generi molto diversi: dalla musica classica alle cover band, dal jazz alla musica italiana, fino alla disco music e alle sonorità più contemporanee.

 

Una delle tradizioni musicali è rappresentata anche dalla Nuova Filarmonica Omegnese, che apre ufficialmente i festeggiamenti con il proprio concerto.

 

San Vito Bimbi: la festa dedicata ai più piccoli

Negli ultimi anni la manifestazione ha sviluppato sempre più iniziative dedicate alle famiglie.

 

Tra queste c'è San Vito Bimbi, una sorta di festa nella festa organizzata nella città di Gianni Rodari.

 

Nel 2026 il programma prevede dieci giornate gratuite, dal 22 al 31 agosto, con spettacoli, musical, giocoleria, animazione, personaggi per bambini e persino uno spettacolo pirotecnico pensato per il pubblico più giovane.

 

È un'evoluzione significativa della festa: la tradizione viene così trasmessa anche ai bambini, che possono vivere San Vito non soltanto come spettatori dei grandi fuochi serali, ma attraverso attività pensate appositamente per loro.

 

La Cittadella del Gusto

Un'altra componente ormai caratteristica è quella gastronomica.

Durante la festa Omegna propone spazi dedicati alla cucina e ai prodotti del territorio. Nel 2026 la Cittadella del Gusto viene allestita presso il nuovo salone polivalente dell'Oratorio Sacro Cuore, dove le associazioni locali propongono ogni sera menu differenti.

 

I proventi vengono destinati al Fondo Cusio Solidale, costituito presso la Fondazione Comunitaria del VCO, a sostegno di enti, parrocchie e associazioni del territorio del Cusio e della Valle Strona.

 

Accanto alla Cittadella del Gusto è presente anche l'area Omegna Lake Food, dedicata a proposte gastronomiche locali e internazionali.

 

Gli anni della pandemia

Anche una festa così radicata ha dovuto affrontare momenti difficili.

L'emergenza sanitaria del 2020 e del 2021 ha inevitabilmente modificato lo svolgimento delle celebrazioni e delle manifestazioni pubbliche.

 

Il ritorno alla normalità ha avuto quindi un significato particolare. La Festa di San Vito è tornata a riempire le piazze, riportando musica, spettacoli e soprattutto i fuochi sul lago.

La ripresa ha dimostrato quanto la manifestazione fosse importante non soltanto dal punto di vista religioso, ma anche sociale ed economico per Omegna e per tutto il territorio circostante.

 

Il San Vito oggi

Nel 2026 la Festa di San Vito raggiunge la sua 123ª edizione e si svolge dal 21 al 31 agosto.

 

Undici giornate nelle quali Omegna viene coinvolta praticamente in ogni sua dimensione: religione, musica, cultura, gastronomia, sport, solidarietà e intrattenimento.

 

I momenti più attesi rimangono la processione con l'urna del Santo e i grandi fuochi piromusicali sul lago, ma il programma comprende anche concerti, iniziative per bambini, mostre, mercatini, eventi sportivi e appuntamenti gastronomici.

 

La manifestazione continua inoltre ad attirare decine di migliaia di persone, trasformando Omegna in uno dei principali centri di attrazione turistica del Lago d'Orta durante la seconda metà di agosto.

 

Quattro secoli di San Vito

La storia della festa può essere letta come un viaggio attraverso più di quattro secoli.

Nel 1611 arrivano a Omegna le reliquie del giovane martire provenienti dalle catacombe romane. Nei secoli successivi cresce la devozione popolare. 

 

All'inizio del Novecento nasce la moderna festa patronale e, con il passare delle generazioni, il programma si arricchisce di nuovi appuntamenti.

 

Poi arrivano i concerti, le manifestazioni sportive, il banco di beneficenza, la gastronomia e gli spettacoli.

 

Infine, i fuochi d'artificio sul Lago d'Orta diventano il simbolo più conosciuto di una festa che oggi riesce a unire tradizione religiosa e grande spettacolo.

 

Ed è proprio questa la particolarità di San Vito: Omegna non celebra soltanto il proprio patrono, ma celebra la propria identità.

 

Per undici giorni, il lago, le piazze, le vie del centro e le associazioni della città diventano parte di un'unica grande festa. Una tradizione iniziata oltre quattro secoli fa che, ancora oggi, continua a illuminare Omegna e il Lago d'Orta.

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