Dalle posate in ferro stagnato alla pentola a pressione: la straordinaria storia della Lagostina, nata a Omegna nel 1901 e diventata un simbolo del design e della cucina italiana.
Quando si parla della storia industriale di Omegna e del Cusio, il nome Lagostina occupa un posto speciale. La sua storia è infatti strettamente legata alla trasformazione di Omegna in uno dei più importanti centri italiani per la lavorazione dei metalli e per la produzione di articoli casalinghi.
Pentole, posate, padelle e soprattutto pentole a pressione hanno portato il nome di Omegna nelle cucine italiane e, successivamente, in numerosi Paesi del mondo. Ma dietro un marchio oggi conosciuto internazionalmente c'è una vicenda iniziata oltre un secolo fa, quando la produzione era ancora molto diversa da quella che avrebbe reso celebre l'azienda.
La Lagostina nasce ufficialmente il 1° agosto 1901, quando Carlo Lagostina e il figlio Emilio rilevano a Omegna una fabbrica specializzata nella produzione di posate in ferro stagnato. L'impresa sarebbe progressivamente cresciuta fino a diventare una delle aziende simbolo del Made in Italy.
La nascita della Lagostina nel 1901
All'inizio del Novecento Omegna era già caratterizzata da una forte presenza di attività artigianali e industriali legate alla lavorazione dei metalli. Era il contesto ideale per la nascita di una nuova impresa destinata al settore degli articoli casalinghi.
Carlo Lagostina e il figlio Emilio individuarono nelle posate in ferro stagnato un prodotto con importanti possibilità di diffusione. Il ferro stagnato era infatti relativamente economico e consentiva di realizzare utensili destinati a un mercato sempre più ampio.
Il giovane Emilio ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'impresa. Dopo la morte prematura del padre si trovò, a soli 24 anni, alla guida dell'azienda e ne accompagnò la crescita durante una fase particolarmente importante per l'industria italiana.
Uno dei primi dipendenti fu Fortunato Bertinotti, assunto il 15 dicembre 1901. Le fotografie storiche conservate nell'archivio Lagostina documentano proprio i primi lavoratori e le prime fasi produttive dello stabilimento di Omegna.
Dalle posate alla grande industria
Nel giro di pochi decenni la piccola fabbrica si trasformò in una realtà industriale di notevoli dimensioni.
La crescita fu particolarmente significativa negli anni successivi alla Prima guerra mondiale. Durante il conflitto lo stabilimento aveva adattato parte della propria produzione alle esigenze belliche, mentre nel dopoguerra l'aumento dei consumi favorì una nuova espansione.
Secondo la documentazione conservata dal Sistema Archivistico Nazionale, all'inizio degli anni Trenta la capacità produttiva giornaliera era arrivata a circa tre volte quella del 1909. Da Omegna partivano vagoni carichi di posate destinate alle diverse regioni italiane e anche ai mercati esteri.
La Lagostina era ormai diventata una delle aziende industriali più importanti della città.
La rivoluzione dell'acciaio inossidabile
La vera svolta arrivò negli anni Trenta.
Nel 1929 entrò nell'azienda Massimo Lagostina, nipote di Emilio. Durante la Fiera di Milano ebbe modo di conoscere le nuove possibilità offerte dall'acciaio inossidabile e ne intuì immediatamente il potenziale per la produzione di articoli da cucina.
L'acciaio inox presentava caratteristiche particolarmente interessanti: era resistente alla corrosione, igienico, durevole e soprattutto possedeva un aspetto moderno e raffinato.
Dopo aver affrontato le difficoltà tecniche legate alla lavorazione del nuovo materiale, nel 1933 Lagostina iniziò a produrre tegami in acciaio inossidabile, diventando una delle prime aziende italiane a utilizzare questo materiale nel settore degli utensili da cucina.
Nel 1934 arrivò una delle produzioni destinate a diventare storiche: la linea Casa Mia.
Il successo di questa scelta avrebbe influenzato profondamente il futuro dell'azienda.
Casa Mia e il design italiano
La storia della Lagostina non è soltanto una storia di industria e tecnologia. È anche una storia di design.
La linea Casa Mia rappresentò un importante esempio di come un oggetto destinato all'uso quotidiano potesse unire funzionalità ed estetica.
Una delle pentole della produzione Lagostina è oggi conservata nella collezione del Museum of Modern Art di New York, il celebre MoMA, testimonianza del valore raggiunto dal design industriale italiano.
Questo aspetto è particolarmente interessante per comprendere la storia industriale di Omegna. Nel corso del Novecento il territorio del Cusio non si limitò infatti a produrre oggetti metallici destinati al consumo quotidiano, ma sviluppò una vera cultura del progetto, nella quale tecnologia, funzionalità ed estetica iniziarono a convivere.
La guerra e la ripresa del dopoguerra
Anche la Lagostina, come molte industrie italiane, dovette affrontare le difficoltà della Seconda guerra mondiale.
La produzione venne nuovamente convertita in parte verso materiali destinati alle esigenze belliche. Terminato il conflitto, l'azienda tornò però a concentrarsi sugli articoli casalinghi e sull'acciaio inossidabile.
Nel 1948 morì Emilio Lagostina. Alla guida dell'azienda venne nominata la moglie Adele, una presenza femminile ai vertici di un'impresa industriale che rappresentava un fatto tutt'altro che comune per l'epoca.
Negli anni successivi la Lagostina avrebbe conosciuto una nuova fase di crescita, inserendosi perfettamente nel clima del boom economico italiano.
La pentola a pressione che cambiò la cucina
È però negli anni Cinquanta e Sessanta che il nome Lagostina diventa indissolubilmente legato a uno degli oggetti più celebri della cucina italiana: la pentola a pressione.
Nel biennio 1956-1957 l'azienda sviluppò il famoso fondo Thermoplan, mentre la produzione venne progressivamente concentrata sull'acciaio inossidabile.
Nel 1961 arrivò la pentola a pressione Lagostina con coperchio flessibile, un prodotto destinato a diventare una vera icona della cucina domestica. La pentola a pressione permetteva di ridurre notevolmente i tempi di cottura e si inseriva perfettamente nel nuovo stile di vita degli italiani del boom economico.
Lo slogan pubblicitario "Più sapore in metà tempo" contribuì a rendere il prodotto immediatamente riconoscibile.
In pochi anni la pentola a pressione entrò nelle case di milioni di italiani.
La Linea e la pubblicità che fece storia
Un capitolo particolarmente curioso della storia Lagostina riguarda la pubblicità.
Nel 1969 l'azienda affidò a Osvaldo Cavandoli la realizzazione di uno dei suoi più celebri Caroselli.
Nacque così il famoso Omino de La Linea, personaggio caratterizzato dal tratto continuo e dalle continue proteste del protagonista.
La pubblicità trasformò un semplice utensile da cucina in un oggetto riconoscibile anche attraverso l'immaginario televisivo.
Ancora oggi l'Omino rappresenta uno degli esempi più celebri della storia della pubblicità italiana e testimonia quanto Lagostina avesse compreso l'importanza della comunicazione per costruire un marchio.
L'espansione internazionale
Parallelamente alla crescita sul mercato italiano, Lagostina iniziò a guardare sempre più decisamente verso l'estero.
I suoi prodotti arrivarono nei Paesi dell'Europa centrale, in Grecia e in Venezuela. Negli anni successivi l'azienda sviluppò ulteriormente la propria presenza internazionale, raggiungendo anche mercati come Canada, Israele, Giappone e altri Paesi dell'Asia.
Omegna diventava così il punto di partenza di prodotti destinati alle cucine di tutto il mondo.
È una caratteristica che accomuna diverse grandi aziende nate nel Cusio: imprese profondamente radicate nel territorio, ma capaci di costruire una presenza commerciale internazionale.
Innovazione, tecnologia e design
Negli anni Settanta e Ottanta Lagostina continuò a diversificare la propria produzione.
Arrivarono nuove linee di pentole e padelle, nuove tecnologie per i fondi e nuovi sistemi destinati a migliorare la cottura.
Nel 1983 venne introdotto il fondo Lagoplan, mentre nel 1986 arrivò la Pastaiola, una particolare pentola pensata per cuocere e scolare la pasta. Nel 1987 venne presentata Slippy, una padella in acciaio inossidabile con rivestimento antiaderente.
La collaborazione con importanti designer rappresentò un altro elemento distintivo.
Nel 1989 arrivò Modia, una linea firmata da Giugiaro Design, esempio della volontà di unire la tradizione industriale dell'azienda alla cultura del design italiano.
Il passaggio al Gruppo SEB
Dopo oltre un secolo di storia, nel 2005 Lagostina entrò nel Gruppo SEB, multinazionale francese attiva nel settore dei piccoli elettrodomestici e degli articoli per la casa. L'operazione rappresentò un passaggio importante verso una dimensione ancora più internazionale.
Il marchio Lagostina mantenne comunque la propria identità italiana e continuò a essere associato alla tradizione della cucina, all'acciaio inossidabile, alla pentola a pressione e al design.
Nel 2014 arrivò anche un importante rinnovamento del marchio e della strategia internazionale dell'azienda.
Lagostina e Omegna: una storia inseparabile
Nel 2021 Lagostina ha celebrato i 120 anni dalla fondazione. Per l'occasione Poste Italiane ha dedicato all'azienda un francobollo commemorativo raffigurante proprio il primo stabilimento di Omegna.
È un riconoscimento significativo non soltanto per l'azienda, ma anche per la città.
La storia della Lagostina racconta infatti una parte fondamentale della storia industriale di Omegna: quella trasformazione che, tra Ottocento e Novecento, portò il Cusio a diventare uno dei territori italiani più importanti per la lavorazione dei metalli e la produzione di articoli casalinghi.
Ancora oggi la sede indicata ufficialmente per Lagostina è a Omegna, in via IV Novembre 45, e l'impresa è riconosciuta da Unioncamere tra le imprese storiche italiane, con avvio dell'attività nel 1901.
Un marchio che ha portato Omegna nel mondo
La vicenda della Lagostina è, in definitiva, molto più della storia di una fabbrica di pentole.
È la storia di una famiglia imprenditoriale, di generazioni di lavoratori, di innovazioni tecnologiche e di una città che ha costruito una parte della propria identità proprio intorno alla lavorazione dei metalli.
Dalle prime posate in ferro stagnato del 1901 all'acciaio inossidabile, dalla linea Casa Mia alla pentola a pressione, fino alle collaborazioni con designer di fama internazionale, Lagostina ha accompagnato più di un secolo di trasformazioni della società italiana.
E mentre il marchio continuava a conquistare nuovi mercati, il nome di Omegna compariva sulle mappe dell'industria italiana.
Per questo, quando oggi si parla della storia industriale del Cusio, Lagostina non può essere considerata semplicemente un'azienda famosa. È uno dei simboli di quella straordinaria stagione in cui Omegna divenne una vera capitale italiana degli articoli casalinghi e della lavorazione del metallo.

