La storia di uno dei locali più ricordati dagli omegnesi, tra musica, ballo e le notti degli anni ’70 e ’80
Per diverse generazioni di omegnesi il sabato sera aveva un appuntamento quasi obbligato: andare a ballare alla Discoteca La Perla.
In un'epoca nella quale le discoteche rappresentavano molto più di un semplice luogo dove ascoltare musica, La Perla divenne uno dei punti di riferimento della vita notturna di Omegna. Era il luogo dove incontrarsi con gli amici, conoscere nuove persone, ballare fino a tardi e vivere quella particolare atmosfera che caratterizzò soprattutto gli anni Settanta e Ottanta.
Oggi il locale non esiste più con il suo nome originario, ma il suo ricordo è ancora molto vivo. Lo dimostra anche una particolare iniziativa organizzata durante la festa patronale di San Vito nel 2019, quando una serata venne dedicata proprio a “Quelli che andavano a ballare alla Discoteca La Perla”, con musica degli anni ’70 e ’80 e la partecipazione dei DJ Cecco, Gigio, Billy e Tommy.
La Perla e la Omegna degli anni Settanta
La storia della discoteca si inserisce in un periodo di profonde trasformazioni per Omegna.
La città era ancora fortemente caratterizzata dalla propria vocazione industriale e migliaia di persone lavoravano nelle numerose aziende che avevano fatto del Cusio uno dei principali distretti italiani del casalingo e della lavorazione dei metalli.
Ma fuori dalle fabbriche esisteva anche una vivace vita sociale.
Per i giovani, soprattutto a partire dagli anni Sessanta e Settanta, la musica diventava un elemento fondamentale della nuova cultura. Il rock, il soul, il funk, la disco music e successivamente la musica elettronica trasformavano il modo di vivere le serate.
La discoteca diventava così il luogo della socialità giovanile.
Ed è in questo contesto che La Perla conquistò il proprio spazio nella vita notturna di Omegna.
Il periodo d'oro
Le testimonianze oggi disponibili permettono di collegare in maniera particolare La Perla agli anni Settanta e Ottanta, periodo nel quale il locale era frequentato da numerosi giovani provenienti non soltanto da Omegna, ma anche dai comuni del Cusio e dalle zone circostanti.
Uno dei nomi legati alla storia della discoteca è quello del DJ Cecco Domegna, nome d'arte di Gioacchino Caggia, che secondo una ricostruzione dedicata alla scena delle discoteche italiane fu attivo tra il 1973 e il 1982 e lavorò anche alla Discoteca La Perla di Omegna. La sua attività lo portò successivamente in altri locali del Piemonte, del Trentino-Alto Adige e della Riviera Romagnola.
Il dato è interessante perché testimonia come La Perla fosse inserita in una rete più ampia di locali e DJ che, negli anni Settanta, contribuirono alla nascita della moderna cultura della discoteca.
Non si trattava quindi semplicemente di una sala da ballo locale: la musica e i protagonisti della consolle facevano parte di un fenomeno nazionale in piena espansione.
La musica degli anni '70 e '80
Pensare oggi alla La Perla significa soprattutto pensare alla musica.
Negli anni Settanta la pista da ballo era dominata da generi estremamente diversi tra loro: funk, soul, rhythm and blues, rock, glam e, verso la fine del decennio, la disco music.
Poi arrivarono gli anni Ottanta, con l'esplosione della musica elettronica, della dance e della Italo disco.
Erano gli anni di luci colorate, impianti sempre più potenti, effetti luminosi e DJ che assumevano un ruolo sempre più importante all'interno della serata.
La pista da ballo diventava il centro della discoteca.
E proprio quella musica è rimasta nella memoria di chi frequentava La Perla. Non è casuale, dunque, che quando nel 2019 Omegna volle ricordare il locale durante San Vito, venne organizzata una serata dedicata proprio alla musica degli anni Settanta e Ottanta.
I DJ diventano protagonisti
La storia delle discoteche di quel periodo è anche la storia dei loro DJ.
Prima dell'era di Spotify, YouTube e delle piattaforme digitali, scegliere la musica significava conoscere i dischi, possederli fisicamente e costruire una serata attraverso una successione di brani.
Il DJ diventava quindi una vera figura di riferimento.
Da La Perla al Kelly Green
La storia del locale non terminò con La Perla.
Con il passare degli anni la discoteca cambiò nome e divenne Kelly Green, mantenendo però una parte importante della propria identità e della propria funzione nella vita notturna di Omegna.
Una pubblicazione dedicata alla storia della Fulgor Omegna cita esplicitamente il passaggio dal locale chiamato La Perla all'allora nuovo pub The Kelly Green, collocato nei pressi dell'area utilizzata dalla società sportiva.
Anche negli anni Duemila il nome Kelly Green era ancora presente nella vita cittadina.
Nel 2008, per esempio, il locale ospitava serate legate alle iniziative sportive e alle manifestazioni cittadine; durante il Carnevale vennero organizzate una festa per bambini e una serata conclusiva con ballo in maschera.
Questo dimostra come l'edificio abbia continuato per molti anni ad avere una funzione di intrattenimento, pur attraversando diverse trasformazioni.
Un luogo legato anche allo sport
La posizione e la storia dell'immobile hanno avuto un legame particolare anche con il mondo sportivo omegnese.
Una pubblicazione storica dedicata alla Fulgor racconta infatti di un progetto che avrebbe dovuto portare alla realizzazione di un nuovo impianto sportivo nell'area adiacente a quella che allora era La Perla, successivamente diventata The Kelly Green.
È un dettaglio interessante perché testimonia quanto quel luogo fosse riconoscibile all'interno della geografia cittadina.
Non era semplicemente “una discoteca”: era un punto di riferimento che gli abitanti utilizzavano per orientarsi e identificare una parte precisa di Omegna.
La chiusura e il declino
Come accadde a moltissimi locali storici italiani, anche l'esperienza del Kelly Green arrivò alla conclusione.
Nel marzo 2016 il locale chiuse i battenti. Pochi mesi dopo, nell'agosto dello stesso anno, si verificò un episodio che segnò definitivamente la storia dell'edificio.
I Carabinieri intervennero all'interno dell'ex discoteca e trovarono persone impegnate nello smantellamento degli ambienti. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, furono rimossi elementi dell'impianto elettrico, sanitari e rame dai cavi; il locale venne successivamente dichiarato inagibile.
La vicenda sfociò anche in un procedimento giudiziario per appropriazione indebita aggravata.
La stessa fonte ricordava inoltre che l'immobile era di proprietà del CAI di Omegna, che vantava anche affitti arretrati, e definiva la struttura come quella della storica discoteca “già Perla, poi Kelly Green”, sottolineando quanto fosse ancora rimpianta dagli omegnesi.
Il ricordo non è mai scomparso
La cosa forse più significativa della storia della La Perla non è la sua chiusura, ma il modo in cui è rimasta nella memoria collettiva.
Nel 2019, a distanza di molti anni dalla stagione d'oro del locale, gli organizzatori della festa di San Vito sentirono l'esigenza di riportare sul palco proprio quelle vecchie serate.
Il titolo era già tutto un programma: “Quelli che andavano a ballare alla Discoteca La Perla”.
Per una sera, la musica degli anni Settanta e Ottanta tornò a risuonare a Omegna e molti ex frequentatori poterono ritrovarsi attraverso le canzoni che avevano accompagnato la loro giovinezza.
È questo forse il segno più evidente dell'importanza che il locale ebbe nella storia recente della città.
La Perla, una memoria della Omegna che non c'è più
La storia della Discoteca La Perla appartiene a una Omegna profondamente diversa da quella di oggi.
Era una città nella quale le persone si conoscevano facilmente, le fabbriche rappresentavano il cuore dell'economia e il sabato sera significava spesso ritrovarsi tutti nello stesso luogo.
Le discoteche erano una parte fondamentale di quella società.
La Perla rappresentò per molti giovani omegnese proprio questo: un luogo di incontro, musica, amicizia e divertimento.
Prima La Perla, poi Kelly Green. Due nomi differenti per uno stesso luogo che ha attraversato decenni della storia cittadina.
Oggi le sue sale appartengono al passato, ma basta nominare “La Perla” davanti a chi l'ha frequentata negli anni Settanta e Ottanta per riaccendere immediatamente ricordi di piste da ballo, dischi, luci, amici e interminabili sabati sera.
E forse è proprio questa la definizione migliore per raccontarla: non soltanto una vecchia discoteca, ma un pezzo della memoria collettiva di Omegna.

