Il Castello Desiderato dominava Omegna dal Poggio Mirasole. Dalle sue torri la fortificazione controllava il borgo medievale, il Lago d’Orta e le vie verso la Valle Strona. Oggi ne rimangono soltanto pochi resti, ma la sua storia racconta una parte fondamentale del passato di Omegna.
Il castello sulla collina di Omegna
Quando oggi si pensa a Omegna, è difficile immaginare un castello medievale che dominava il borgo dall'alto. Eppure, per diversi secoli, una fortificazione sorgeva sulla collina del Mirasole, nell'area di Cireggio, in posizione sopraelevata rispetto all'abitato.
Gli storici descrivono il castello come una struttura dotata di torri e collocata in posizione dominante sul lago. La collina era quindi un punto strategico: dall'alto era possibile controllare il borgo, il lago e soprattutto i percorsi che conducevano verso la Valle Strona.
Del complesso oggi rimangono i resti di un torrione poligonale, conosciuto come Poggio Mirasole. La stessa Pro Loco considera questi ruderi una testimonianza medievale della fortificazione.
Perché si chiamava Castello Desiderato?
Il nome è particolarmente curioso e non deriva semplicemente dal verbo "desiderare".
La denominazione Castrum Desideratum, cioè "Castello Desiderato", compare in relazione alla figura di Desiderato, podestà di Novara e appartenente, secondo la tradizione storica locale, a un ramo legato ai nobili di Crusinallo.
Il riferimento più importante è un documento dell'11 agosto 1221, una convenzione attraverso la quale i nobili di Crusinallo cedettero al Comune di Novara Omegna e il suo contado per 1.300 lire imperiali.
Nel documento viene espressamente citato il Castrum Desideratum. Una fonte storica locale identifica il castello proprio con la fortificazione di Omegna sul Poggio Mirasole.
Gli storici raccontano inoltre che Desiderato ebbe un ruolo decisivo nella trattativa con i conti di Crusinallo: fu lui a concludere l'accordo del 1221 e, secondo questa tradizione, al castello di Omegna venne dato il suo nome.
Quindi il nome Castello Desiderato non è una denominazione moderna o una leggenda nata recentemente: è collegato a una denominazione documentata come Castrum Desideratum.
I Conti di Crusinallo e il controllo di Omegna
Per comprendere l'importanza del castello bisogna guardare alla famiglia dei Conti di Crusinallo, che nel Medioevo esercitava il proprio potere su un territorio molto più ampio dell'attuale frazione di Omegna.
Nel 1117 il vescovo di Novara Riccardo aveva investito i conti di Crusinallo dei diritti relativi alle decime ecclesiastiche della Pieve di Omegna.
Il territorio comprendeva Omegna e numerose località circostanti, arrivando verso la Valle Strona.
Il castello rappresentava quindi non soltanto una struttura militare, ma anche un simbolo del potere esercitato dalla nobiltà locale.
La sua posizione sul Mirasole aveva un'evidente funzione strategica. Omegna si trovava infatti in un punto particolarmente importante: sul lago, alla confluenza tra la Nigoglia e lo Strona e all'imbocco naturale della Valle Strona.
Controllare Omegna significava dunque controllare un nodo di comunicazione tra il Cusio e le vallate circostanti.
Omegna diventa un borgo fortificato
Nel XII secolo Omegna si sviluppò come vero e proprio borgo fortificato.
La tradizione storica locale racconta che il borgo venne circondato da mura e dotato di cinque porte, mentre il castello sorgeva sulla collina del Mirasole.
Le cinque porte erano:
- Porta Maggiore
- Porta Salera
- Porta Segnara
- Porta Castello
- Porta della Valle, oggi conosciuta come Porta Romana.
Soltanto quest'ultima è ancora visibile.
Il rapporto tra il castello e il borgo era particolarmente interessante. Secondo la Pro Loco, la fortificazione sulla collina era collegata all'abitato sottostante attraverso una strada sotterranea che partiva dalla porta diretta verso la Valstrona.
È un particolare che permette di immaginare meglio la struttura difensiva medievale di Omegna: non un castello isolato, ma una fortificazione inserita all'interno di un sistema più ampio costituito da mura, porte, caseforti e vie di collegamento.
Il Castello Desiderato nel 1221
Il 1221 rappresenta uno degli anni più importanti nella storia medievale di Omegna.
L'11 agosto di quell'anno venne stipulata la convenzione con cui i nobili di Crusinallo cedettero al Comune di Novara i propri diritti su Omegna e sul territorio circostante.
La cifra pattuita fu di 1.300 lire imperiali.
Nel documento compare il Castrum Desideratum, prova particolarmente importante perché dimostra che nel XIII secolo la fortificazione di Omegna aveva già una precisa denominazione e faceva parte del sistema territoriale sottoposto ai signori di Crusinallo.
Dopo l'accordo, i Crusinallo persero la proprietà dei territori ma continuarono ad avere un ruolo nella loro amministrazione, venendo mantenuti come castellani secondo la ricostruzione riportata dalle fonti locali.
La crisi del potere dei Crusinallo
Nei decenni successivi il territorio di Omegna fu coinvolto nelle lotte politiche e militari che interessarono Novara e il Ducato di Milano.
Nel 1312 Omegna si costituì come libero comune, passando sotto la giurisdizione di Novara, a sua volta inserita nell'orbita milanese.
Il castello continuava però a rappresentare un importante punto strategico.
La situazione cambiò definitivamente nel XIV secolo.
La distruzione del castello
La data tradizionalmente indicata per la distruzione del Castello Desiderato è il 1361.
In quell'anno i Visconti intervennero contro Omegna e, secondo la tradizione storica locale, distrussero il castello sul Poggio Mirasole insieme alle opere difensive di Crusinallo. La stessa cronologia è riportata da fonti storiche locali.
Esiste però una piccola questione storiografica interessante.
Alcune ricostruzioni collegano una prima fase di distruzione delle fortificazioni alle vicende del 1311, mentre altre fonti indicano chiaramente il 1361 come anno della distruzione del castello del Mirasole. Alcune fonti, per esempio, distinguono l'episodio del 1311 dalla successiva azione viscontea del 1361, attribuendo a quest'ultima la distruzione del castello sul Poggio Mirasole.
Per questo, parlando del castello è più corretto indicare il 1361 come data tradizionalmente associata alla sua distruzione definitiva, senza confonderla con le precedenti operazioni militari che interessarono il territorio.
Che aspetto aveva il castello?
Non possediamo oggi una ricostruzione completa e certa della fortificazione.
Le fonti parlano tuttavia di un castello munito di torri, posto sulla sommità del colle e in posizione dominante rispetto al lago. I resti sono descritti come quelli di un torrione poligonale.
Questo permette di immaginare una struttura fortificata abbastanza imponente per il suo tempo, probabilmente composta da una torre principale e altre strutture difensive.
Non sarebbe però corretto presentare come certe dimensioni, numero delle torri, pianta interna o altezza della fortificazione se non supportate da documentazione archeologica o iconografica.
È proprio questa scarsità di resti a rendere il Castello Desiderato un luogo particolarmente affascinante: gran parte della sua storia deve essere ricostruita attraverso documenti medievali, tradizioni locali e ciò che ancora sopravvive sul terreno.
Dove si trovava esattamente?
Il castello si trovava sul Poggio Mirasole, sulla collina di Cireggio, sopra Omegna. Una fonte locale lo colloca in prossimità dell'area dell'attuale Stadio della Liberazione.
È interessante osservare che ancora oggi il toponimo e i resti permettono di riconoscere il luogo in cui sorgeva la fortificazione medievale.
Un castello scomparso, ma non dimenticato
Del Castello Desiderato non rimane oggi una grande costruzione come accade in altri centri piemontesi. Restano soprattutto tracce e ruderi.
Eppure la sua importanza nella storia di Omegna è notevole.
Il castello era il punto dominante di un sistema fortificato che comprendeva il borgo, le mura, le cinque porte e le vie verso la Valle Strona. La sua presenza contribuì a caratterizzare l'assetto medievale della città e testimonia l'importanza strategica che Omegna aveva già molti secoli fa.
Il nome stesso, Castrum Desideratum, sopravvissuto nei documenti del XIII secolo, ci restituisce un frammento di quella Omegna medievale che oggi è difficile vedere a colpo d'occhio.
Camminando nel centro storico e arrivando alla Porta della Valle, oggi chiamata Porta Romana, si può quindi immaginare un paesaggio molto diverso da quello attuale: il borgo racchiuso dalle mura, le porte che regolavano gli accessi, le case medievali e, sopra tutto, sulla collina, il Castello Desiderato che dominava il lago.
È questa forse la parte più affascinante della storia del castello: nonostante sia scomparso quasi completamente, la sua presenza è ancora leggibile nella struttura stessa della Omegna medievale.

