Dalle terrazze della Val d’Ossola al Prünent, passando per il Nebbiolo, la Croatina e i bianchi di montagna: il Verbano Cusio Ossola ha una tradizione vitivinicola piccola, particolare e molto più antica di quanto si potrebbe immaginare.
Una terra di vino dove sembrerebbe impossibile coltivare la vite
Quando si pensa al Verbano Cusio Ossola vengono subito in mente il Lago Maggiore, il Lago d’Orta, le montagne, gli alpeggi e i boschi. Il vino, forse, non è la prima cosa che viene in mente.
Eppure la vite da queste parti viene coltivata da secoli.
La zona vitivinicola più importante è quella dell’Ossola, dove i vigneti occupano spesso piccoli appezzamenti ricavati sui versanti delle montagne. Qui il terreno pianeggiante è poco e gli agricoltori hanno dovuto adattarsi alla conformazione della valle, costruendo nel tempo veri e propri sistemi di terrazzamenti sostenuti da muri a secco.
È un paesaggio molto diverso da quello delle grandi zone vitivinicole piemontesi. Le vigne sono spesso piccole, frammentate e difficili da lavorare, ma proprio questa particolare conformazione ha contribuito a conservare una tradizione viticola originale.
La Regione Piemonte riconosce infatti la DOC Valli Ossolane, una denominazione nata proprio per valorizzare le caratteristiche specifiche di questo territorio.
Il Prünent, il vino che racconta l'Ossola
Se c'è un vino che più di ogni altro rappresenta la storia vitivinicola dell'Ossola, è il Prünent.
Il nome può essere poco conosciuto al di fuori del territorio, ma dietro questa parola c'è una storia di almeno sette secoli.
Il Prünent è una varietà locale di Nebbiolo, considerata un ecotipo o clone autoctono del vitigno. Le prime testimonianze documentarie risalgono addirittura al 1309.
In un testamento del 19 maggio di quell'anno, Dumino di Pello di Trontano lasciava ogni anno nove staia di vino ai frati minori di Domodossola, specificando che il vino doveva essere prodotto con Prünent.
È una testimonianza straordinaria, perché dimostra che il Prünent era già coltivato e riconosciuto nell'Ossola durante il Medioevo.
Non si trattava quindi di una varietà riscoperta recentemente per creare un prodotto turistico. Il Prünent faceva già parte della vita economica e agricola della valle quando Omegna e Domodossola avevano ancora un aspetto completamente medievale.
Le vigne sui terrazzamenti
Uno degli aspetti più affascinanti della viticoltura ossolana è il paesaggio.
Per coltivare la vite sui versanti della valle è stato necessario creare terrazze artificiali, sostenute da muri in pietra. Ancora oggi questi terrazzamenti caratterizzano diverse zone dell'Ossola.
La coltivazione tradizionale utilizza anche la "topia", una particolare forma di pergola tipica del territorio. I vigneti vengono così adattati alla montagna anziché cercare di modificare completamente la montagna per adattarla alle esigenze della vite.
Guardando alcuni di questi vigneti si comprende immediatamente quanto lavoro ci sia dietro una bottiglia di vino.
Non sono grandi distese ordinate come quelle che si possono incontrare nelle Langhe. Sono piccoli appezzamenti incastonati tra boschi, abitazioni, muri di pietra e pendii.
La viticoltura ossolana è, prima di tutto, una viticoltura di montagna.
La DOC Valli Ossolane
La denominazione Valli Ossolane DOC rappresenta oggi il principale riconoscimento dei vini prodotti nella zona.
Il disciplinare comprende diverse tipologie: Valli Ossolane Rosso, Bianco, Nebbiolo e Nebbiolo Superiore. Per il Nebbiolo è previsto l'utilizzo di almeno l'85% di Nebbiolo, mentre nel caso del vino Bianco lo Chardonnay deve rappresentare almeno il 60% delle uve.
Per il Valli Ossolane Rosso la base è invece costituita da Nebbiolo, Croatina e Merlot, che devono rappresentare complessivamente almeno il 60% delle uve.
La denominazione comprende un territorio abbastanza circoscritto dell'Ossola, nel nord del Piemonte.
È proprio questa dimensione territoriale a renderla interessante: non stiamo parlando di un vino generico piemontese, ma di una produzione legata a un ambiente geografico molto preciso.
Il Nebbiolo di montagna
Il Nebbiolo è naturalmente associato a territori come le Langhe, il Roero e il Novarese.
In Ossola, però, assume caratteristiche legate al particolare ambiente montano.
Il disciplinare della DOC sottolinea come i vini ottenuti dal Nebbiolo ossolano siano caratterizzati da una buona presenza di tannini e da una notevole predisposizione all'invecchiamento. Nel bicchiere il vino può presentarsi rosso rubino con riflessi granati, con profumi complessi e una struttura importante.
È interessante perché dimostra quanto lo stesso vitigno possa esprimersi in maniera diversa a seconda del territorio.
Il Nebbiolo delle montagne ossolane non vuole imitare quello delle Langhe. Ha una propria identità, costruita sulle condizioni climatiche, sui terreni e sulle particolari esposizioni dei vigneti.
Anche il vino bianco ha trovato il suo spazio
La viticoltura del VCO non è però soltanto sinonimo di vini rossi.
Negli ultimi decenni si sono sviluppate anche produzioni di vino bianco, soprattutto a base di Chardonnay.
La coltivazione dello Chardonnay è presente, per esempio, nell'area di Crodo e in altre zone dell'Ossola. Il Valli Ossolane Bianco prevede infatti una presenza minima del 60% di Chardonnay.
È una presenza interessante perché racconta l'evoluzione della viticoltura locale.
Accanto al recupero degli antichi vitigni, i produttori hanno cercato anche di sperimentare varietà capaci di adattarsi alle condizioni della valle.
Il risultato è una produzione decisamente più varia di quanto si potrebbe pensare.
Da Pieve Vergonte a Trontano
La viticoltura ossolana non si concentra in un solo paese.
Le zone maggiormente interessate comprendono località come Pieve Vergonte, Trontano, Masera, Villadossola, Domodossola, Montecrestese, Crevoladossola e Crodo. Anche alcune frazioni di Domodossola conservano una tradizione viticola.
Scendendo verso la parte meridionale della valle si incontrano ancora vigneti e terrazzamenti, mentre salendo verso l'alta Ossola il paesaggio cambia rapidamente.
È proprio questa varietà altimetrica a rendere interessante il territorio.
In pochi chilometri si passa dalla pianura ossolana alle montagne più alte, con condizioni climatiche e ambientali molto diverse.
Le cantine del territorio
La produzione è affidata soprattutto a piccole aziende e cantine locali.
L'Associazione Produttori Agricoli Ossolani, attraverso l'iniziativa Ossola in Cantina, riunisce diverse realtà vitivinicole del territorio. Tra quelle indicate dall'associazione ci sono Ca' da l'Era a Pieve Vergonte, che produce vino e propone la propria produzione direttamente in azienda, La Cantina di Tappia a Villadossola, Edoardo Patrone a Domodossola che propone, tra gli altri, il Prünent Stella, il Vigna Vagna e il rosato Testa Rüsa, Villa Mercante a Trontano, Cantine Garrone a Crevoladossola, l'Istituto Agrario Fobelli di Crodo e altre aziende agricole.
È un modo interessante per conoscere la produzione locale direttamente dai vignaioli, invece di limitarsi ad acquistare una bottiglia.
Un vino ancora legato al territorio
La cosa forse più interessante della viticoltura del VCO è che non ha mai avuto la possibilità di diventare una produzione completamente industriale.
Le caratteristiche del territorio non lo permettono facilmente.
I terrazzamenti sono difficili da meccanizzare, gli appezzamenti sono spesso piccoli e le vigne richiedono molto lavoro manuale.
Quello che per un produttore potrebbe sembrare uno svantaggio diventa però anche il motivo per cui questa viticoltura ha conservato una propria personalità.
Dietro una bottiglia di Prünent ci sono muri a secco, vecchie pergole, vigne spesso molto piccole e una tradizione che attraversa almeno sette secoli.
Un patrimonio da riscoprire
Il vino del Verbano Cusio Ossola non ha la fama internazionale dei grandi vini piemontesi.
Forse è proprio questo il suo fascino.
È una produzione più discreta, che si scopre andando a cercarla tra le valli, nelle piccole cantine, sulle terrazze che salgono lungo i versanti e nelle enoteche del territorio.
Il Prünent, soprattutto, rappresenta un patrimonio particolare: un antico vitigno legato all'Ossola, documentato fin dal 1309 e ancora oggi valorizzato attraverso la DOC Valli Ossolane.
E quando si osservano le vigne ossolane arrampicarsi sui terrazzamenti, diventa più facile capire che il vino qui non è semplicemente una bevanda.
È il risultato di una lunga convivenza tra l'uomo e una montagna che, per secoli, ha concesso alla vite soltanto piccoli spazi.
Ed è proprio da quegli spazi, spesso conquistati pietra dopo pietra, che nasce uno dei vini più caratteristici e meno conosciuti del Piemonte.
Dove trovare e acquistare i vini del VCO
Per acquistare i vini del territorio non è necessario cercare lontano. Una delle possibilità migliori è rivolgersi direttamente alle cantine ossolane, dove spesso è possibile acquistare le bottiglie, conoscere il produttore e, in alcuni casi, fare anche una degustazione.
A Domodossola merita una visita l'Enoteca Garrone. Qui si possono trovare i vini delle Cantine Garrone, compresi il Prünent, il Prünent Diecibrente, il Prünent Vigna Fornace, il Cà d'Maté e la Valli Ossolane Bianco La Gera. L'azienda dichiara anche la possibilità di vendita diretta e di visite e degustazioni su prenotazione.
Per chi invece si trova a Omegna e vuole acquistare una bottiglia senza raggiungere l'Ossola, ci sono diverse enoteche locali, l' Enoteca Ferro e l' Enoteca Per...Bacco!, sono due punti vendita del centro di Omegna. Anche Grandi F.lli S.N.C. in frazione Crusinallo, è specializzato nella vendita di vini.
Spostandoci di pochi km, a Casale Corte Cerro, possiamo trovare la Vineria Maulini Bevande, con una ricca scelta di vini e l'enoteca Le Baccanti.
Un'altra soluzione interessante per chi vuole acquistare comodamente da casa è Ossolafood, che dispone di una sezione dedicata ai vini e alle grappe dell'Ossola. Al momento vi sono, tra gli altri, Valli Ossolane Bianco, Valli Ossolane DOC Rosso e diverse interpretazioni del Prünent.
Naturalmente la disponibilità dei singoli produttori e delle diverse annate può cambiare, quindi per cercare un Prünent o un particolare Valli Ossolane è consigliabile chiedere direttamente al negoziante.
In questo modo, il vino ossolano può essere acquistato direttamente dal produttore, nelle enoteche del territorio oppure online. E forse è proprio questo uno degli aspetti più interessanti della viticoltura del VCO: dietro una bottiglia di Prünent, Nebbiolo o Valli Ossolane non c'è soltanto un'etichetta, ma un piccolo pezzo di quella viticoltura di montagna che ancora oggi sopravvive sui terrazzamenti dell'Ossola.

