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I pesci del Lago d’Orta: specie, storia e biodiversità del Cusio

11-09-2026 10:00

Mauro

Gozzano (Novara), Madonna del Sasso (VCO), Omegna (VCO), Orta San Giulio (Novara), Pella (Novara), Pettenasco (Novara), Curiosità, Curiosità, Curiosità, Curiosità, Home Curiosità,

Pesci tipici del lago d'orta

Il lago ospita diverse specie di pesci, alcune strettamente legate alla storia naturale del territorio, altre introdotte dall’uomo nel corso del tempo

I pesci del Lago d’Orta: un patrimonio naturale da riscoprire

 

Quando si pensa al Lago d’Orta, vengono subito in mente Orta San Giulio, l’Isola di San Giulio, le montagne e i piccoli borghi che si affacciano sulle sue rive.

 

Sotto la superficie dell’acqua esiste però un mondo altrettanto interessante: quello della fauna ittica.

 

Il lago ospita diverse specie di pesci, alcune strettamente legate alla storia naturale del territorio, altre introdotte dall’uomo nel corso del tempo. La composizione della comunità ittica è cambiata profondamente negli ultimi decenni, anche a causa delle importanti trasformazioni ambientali che hanno interessato il lago.

 

Oggi il recupero della biodiversità acquatica rappresenta uno degli obiettivi principali per la tutela del Lago d’Orta.

 

Un lago dalla storia particolare

 

La storia recente del Lago d’Orta è indissolubilmente legata al problema dell’inquinamento industriale.

 

A partire dagli anni Venti del Novecento, gli scarichi di alcune attività industriali portarono nel lago quantità sempre maggiori di sostanze inquinanti, tra cui rame e altri metalli. La situazione raggiunse livelli particolarmente critici nella seconda metà del secolo, provocando profonde modificazioni dell’ecosistema.

 

Il lago arrivò a essere considerato uno degli ambienti lacustri maggiormente compromessi d’Europa.

 

L’intervento di liming, iniziato nel 1989 con l’immissione di carbonato di calcio, contribuì a neutralizzare l’acidità delle acque e avviò un lungo processo di recupero dell’ecosistema.

La rinascita del lago non significò però il ritorno immediato alla situazione precedente all’inquinamento. Alcune specie ittiche erano infatti scomparse o avevano subito una forte riduzione delle popolazioni.

 

Quali pesci vivono nel Lago d’Orta?

 

La fauna ittica del Lago d’Orta comprende specie appartenenti a gruppi ecologici differenti.

 

Tra quelle documentate nel territorio del Cusio troviamo, tra le altre, alborella, agone, cavedano, carpa, scardola, tinca, persico reale, persico sole, persico trota, luccio, coregone e alcune specie di trota.

 

Sono presenti anche specie introdotte o alloctone, come gardon, acerina e lucioperca, che possono entrare in competizione con le specie originarie dell'ecosistema. La situazione è quindi piuttosto complessa e in continua evoluzione.

 

Non tutte le specie storicamente presenti, inoltre, hanno oggi una popolazione stabile nel lago. È proprio per questo che negli ultimi anni sono stati avviati programmi specifici di monitoraggio e ripopolamento.

 

L’agone

 

L’agone è uno dei pesci autoctoni dei grandi laghi prealpini e rappresenta una specie particolarmente interessante anche per la storia del Lago d’Orta.

 

Appartiene alla famiglia dei Clupeidi ed è un pesce pelagico, cioè trascorre buona parte della propria vita nelle acque libere del lago.

 

Nel passato l’agone era una componente importante della fauna ittica del Cusio, ma la sua presenza è stata fortemente compromessa dalle alterazioni dell’ecosistema.

 

Il suo recupero è oggi tra gli obiettivi del progetto Cusio 2030, attraverso attività di ripopolamento e monitoraggio. Nel corso delle iniziative recenti sono state immesse nel lago anche uova fecondate di agone.

 

Il coregone

 

Un altro pesce strettamente associato alla tradizione della pesca nei grandi laghi alpini è il coregone, conosciuto anche come lavarello.

 

È un salmonide che vive prevalentemente nelle acque aperte e profonde e predilige ambienti freschi e ben ossigenati.

 

Nel Lago d’Orta il coregone ha avuto una storia particolare. La specie è stata presente nel bacino e ha rappresentato anche una risorsa per la pesca, ma la composizione della fauna ittica è cambiata profondamente nel corso del Novecento.

 

Il coregone compare ancora tra le specie ittiche documentate per il territorio del Lago d’Orta e rappresenta uno degli elementi più interessanti della sua comunità ittica.

 

Il luccio

 

Tra i predatori del lago troviamo il luccio, un pesce facilmente riconoscibile per il corpo allungato, la grande bocca e i denti particolarmente sviluppati.

 

Il luccio svolge un ruolo importante nell’ecosistema perché si nutre di altri pesci e contribuisce a mantenere un certo equilibrio all’interno della comunità acquatica.

 

Nel progetto di recupero della biodiversità del Lago d’Orta si è scelto di lavorare in particolare sul luccio italico, considerato una componente autoctona di grande interesse.

 

Sono stati effettuati interventi di ripopolamento con avannotti di luccio italico prodotti nell’incubatoio dell’IRSA-CNR. Anche il miglioramento degli habitat attraverso la realizzazione di strutture sommerse, chiamate legnaie, serve a creare rifugi e aree favorevoli alla riproduzione dei pesci.

 

La trota marmorata

 

La trota marmorata è un altro elemento importante dei programmi di conservazione della fauna ittica del Cusio.

 

È un salmonide autoctono caratterizzato dalla tipica livrea con disegni marmorizzati e presenta una particolare importanza dal punto di vista della biodiversità.

 

Il progetto Cusio 2030 prevede interventi per favorirne il recupero, soprattutto attraverso l’utilizzo degli affluenti del lago come ambienti di riproduzione. Sono state infatti posizionate uova fecondate e larve di trota marmorata nei corsi d’acqua collegati al bacino.

 

Questo aspetto è particolarmente importante perché la salute di un lago non dipende soltanto dalle acque del bacino principale, ma anche dai torrenti e dai piccoli corsi d’acqua che lo alimentano.

 

Alborella, cavedano e scardola

 

Accanto alle specie più conosciute dai pescatori, il Lago d’Orta ospita anche diversi ciprinidi, un gruppo di pesci molto diffuso negli ambienti d’acqua dolce.

 

Tra questi troviamo l’alborella, piccolo pesce argenteo che vive prevalentemente in banchi, il cavedano, dalla forma più robusta, e la scardola, facilmente riconoscibile per il corpo alto e compresso lateralmente.

 

Queste specie rivestono un ruolo importante nella rete alimentare del lago perché costituiscono una risorsa alimentare per numerosi predatori acquatici.

 

La loro presenza e abbondanza possono inoltre fornire indicazioni utili sullo stato della comunità ittica. Il monitoraggio della fauna ittica è infatti uno degli strumenti utilizzati per valutare la qualità ecologica degli ambienti lacustri.

 

Il persico reale

 

Il persico reale è uno dei pesci più caratteristici degli ambienti lacustri italiani.

Il suo corpo è facilmente riconoscibile per le caratteristiche bande verticali scure e per le pinne dorsali.

 

Nel Lago d’Orta è una delle specie presenti nella comunità ittica e rappresenta, come il luccio, un importante predatore.

 

Il persico è inoltre legato alla presenza di habitat adatti alla riproduzione. Proprio per questo le strutture di legno sommerse realizzate nell’ambito dei recenti interventi di recupero possono avere un ruolo importante: queste strutture creano infatti superfici e rifugi utili alla fauna acquatica.

 

Carpe e altre specie delle zone vicine alla riva

 

Nelle aree più basse e prossime alla vegetazione possono trovare condizioni favorevoli anche specie come carpa e tinca.

 

Le zone di canneto sono particolarmente importanti per la biodiversità del lago. Il canneto di Gozzano, ad esempio, costituisce un ambiente di transizione tra terra e acqua e offre rifugio e aree di sviluppo per diverse specie acquatiche.

 

Lucci e carpe possono utilizzare le canne anche per la deposizione delle uova, mentre gli esemplari giovani trovano tra la vegetazione protezione e disponibilità di cibo.

 

Le specie alloctone

 

Non tutti i pesci presenti oggi nel Lago d’Orta appartengono alla fauna originaria del bacino.

 

Nel corso del tempo sono comparse diverse specie alloctone, cioè originarie di altri ambienti e introdotte, volontariamente o accidentalmente, in nuovi territori.

 

Tra quelle documentate nel territorio del VCO troviamo, per esempio, gardon, acerina, lucioperca, persico sole e persico trota. La loro presenza può creare forme di competizione con le specie autoctone, soprattutto quando le condizioni ambientali favoriscono una forte espansione delle popolazioni.

 

La gestione delle specie alloctone è quindi una delle questioni più delicate nella conservazione dell'ecosistema del lago.

 

Il ritorno delle specie autoctone

 

La rinascita del Lago d’Orta dopo il grande problema dell’inquinamento è stata un risultato straordinario, ma il recupero dell’ecosistema non può essere considerato concluso.

 

Alcune specie storicamente presenti non sono ancora tornate a livelli soddisfacenti e altre necessitano di interventi specifici.

 

Per questo il progetto Cusio 2030, avviato con la Provincia di Novara come ente capofila e con la collaborazione di IRSA-CNR, Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone e altri partner, ha individuato quattro specie particolarmente importanti per gli interventi di recupero: pigo, luccio italico, agone e trota marmorata.

 

L’obiettivo non è semplicemente "mettere pesci nel lago", ma ricreare le condizioni affinché le popolazioni possano stabilizzarsi e riprodursi autonomamente.

 

Le legnaie sommerse: nuovi rifugi per i pesci

 

Una delle iniziative più interessanti realizzate recentemente è la posa delle cosiddette legnaie.

 

Si tratta di grandi strutture formate da tronchi, rami e legname posizionate sul fondale. La loro funzione è ricreare ambienti che possono offrire rifugio ai pesci, protezione dai predatori e superfici favorevoli alla deposizione delle uova.

 

Nel Lago d’Orta ne sono state collocate in diverse zone, tra cui Baggera di Orta, Punta Casa Rio, Spiaggia Miami e Lido di Gozzano.

 

È un intervento apparentemente semplice, ma importante perché la presenza di habitat strutturati può fare la differenza per molte specie.

 

Anche gli uccelli fanno parte dell’equilibrio del lago

 

Quando si parla di pesci, è facile dimenticare che essi fanno parte di una rete alimentare molto più ampia.

 

Nel Lago d’Orta sono presenti anche uccelli che si nutrono di fauna ittica, tra cui cormorano, svasso maggiore e smergo maggiore.

 

Il loro rapporto con i pesci è naturale e fa parte dell’equilibrio dell’ecosistema. Per questo il progetto Cusio 2030 ha previsto anche attività di monitoraggio dell’avifauna ittiofaga, allo scopo di comprendere meglio le dinamiche tra predatori e popolazioni ittiche.

 

La conservazione di un lago, infatti, non consiste nel proteggere una singola specie, ma nel cercare di mantenere in equilibrio l'intera rete ecologica.

 

Pesca e tutela della fauna ittica

 

Il Lago d’Orta è anche una destinazione conosciuta dagli appassionati di pesca.

Proprio per la necessità di tutelare l'equilibrio biologico del bacino, l'attività di pesca è regolamentata. 

 

La Provincia di Novara considera il lago un'acqua principale e ha escluso la pesca professionale, consentendo quella dilettantistica secondo le disposizioni previste dalla normativa.

 

Le regole possono cambiare nel tempo: per chi pratica la pesca è quindi importante fare sempre riferimento al regolamento vigente, attualmente indicato dalla Provincia di Novara come in vigore dal 8 giugno 2026.

 

Un patrimonio da conoscere e proteggere

 

La fauna ittica del Lago d’Orta racconta una storia fatta di trasformazioni, difficoltà e rinascita.

 

Dal periodo in cui l'inquinamento industriale aveva compromesso profondamente l'ecosistema fino agli interventi di recupero e ai nuovi progetti di conservazione, il lago ha dimostrato una notevole capacità di rigenerazione.

 

Oggi specie come agone, luccio italico, pigo e trota marmorata sono al centro di un percorso di recupero che guarda al futuro, mentre il monitoraggio scientifico permette di capire come sta cambiando la comunità ittica.

 

Osservare il Lago d’Orta dalla riva significa quindi vedere soltanto una parte del suo patrimonio naturale. Sotto quella superficie apparentemente tranquilla vive un ecosistema complesso, nel quale ogni specie ha il proprio ruolo.

 

Proteggere i pesci del lago significa, in definitiva, proteggere il lago stesso.

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