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I pesci del Lago Maggiore: specie, curiosità e biodiversità del Verbano

11-09-2026 10:30

Mauro

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Pesci tipici del Lago Maggiore

Le acque del Lago Maggiore ospitano una comunità ittica composta da numerose specie, alcune originarie del bacino e altre introdotte nel corso del tempo.

I pesci del Lago Maggiore: un mondo sotto la superficie del Verbano

 

Il Lago Maggiore, conosciuto anche come Verbano, è uno dei grandi laghi prealpini e uno degli ambienti naturali più importanti dell'Italia settentrionale.

 

Quando si osserva il lago dalla riva, è facile concentrarsi sul paesaggio: le montagne, le isole Borromee, i paesi affacciati sull'acqua e le numerose insenature che caratterizzano le sue sponde.

 

Sotto la superficie, però, esiste un ecosistema altrettanto interessante.

 

Le acque del Lago Maggiore ospitano infatti una comunità ittica composta da numerose specie, alcune originarie del bacino e altre introdotte nel corso del tempo. Tra i pesci più conosciuti troviamo coregoni, agoni, persici, lucci, trote, alborelle, cavedani, bottatrici, carpe e tinche, oltre a diverse specie alloctone.

 

La storia dei pesci del Verbano è inoltre strettamente legata alla storia stessa del lago: pesca, introduzioni di nuove specie, inquinamento e successivi interventi di tutela hanno modificato nel tempo l'equilibrio della sua fauna acquatica.

 

Il coregone: uno dei pesci simbolo del Lago Maggiore

 

Tra i pesci più caratteristici del Lago Maggiore ci sono i coregoni, salmonidi che vivono prevalentemente nelle acque aperte e profonde.

 

Nel Verbano sono presenti diverse forme di coregone, tra cui bondella e lavarello. I coregoni hanno rappresentato per lungo tempo una componente particolarmente importante della fauna ittica del lago e della pesca professionale.

 

Il loro ruolo è legato anche alla vita nelle acque pelagiche, cioè nella parte del lago lontana dalla riva. Durante il periodo riproduttivo si avvicinano invece alle zone più adatte alla deposizione delle uova.

 

Il coregone ha avuto anche una storia particolare dal punto di vista ambientale. Alcune forme presenti oggi nel Lago Maggiore sono infatti il risultato di introduzioni avvenute nel corso del tempo e non appartenevano originariamente alla fauna del bacino.

 

L'agone, il pesce tradizionale del Verbano

 

Un altro pesce profondamente legato alla storia del Lago Maggiore è l'agone.

 

È un piccolo pesce dal corpo allungato e argentato che vive soprattutto nelle acque libere del lago. La sua alimentazione è legata principalmente allo zooplancton e rappresenta quindi una componente importante della rete alimentare acquatica.

 

L'agone è anche una delle specie tradizionalmente associate alla pesca del Verbano. I dati storici sul pescato professionale mostrano infatti una presenza significativa di questa specie.

 

Oggi la sua tutela è particolarmente importante. Nel territorio del VCO, inoltre, la pesca dell'agone è soggetta a specifiche limitazioni.

 

Il pesce persico

 

Il persico reale è probabilmente uno dei pesci più conosciuti dai frequentatori del Lago Maggiore.

 

Il suo corpo è facilmente riconoscibile grazie alle caratteristiche bande verticali scure e alle pinne dorsali. È un predatore che da giovane si alimenta soprattutto di piccoli organismi acquatici e, crescendo, può nutrirsi anche di altri pesci.

 

Il persico è presente in quantità importanti nel Verbano e ha da sempre un rapporto particolare con la pesca locale.

 

È anche uno dei pesci che più facilmente si ritrovano nella tradizione gastronomica dei laghi prealpini, anche se le modalità e le quantità di pesca sono regolamentate. I dati storici sul pescato del Lago Maggiore mostrano infatti una presenza costante del persico tra le specie catturate.

 

Il luccio: uno dei grandi predatori del lago

 

Tra i predatori più importanti del Lago Maggiore troviamo il luccio.

 

È immediatamente riconoscibile per il corpo allungato, la caratteristica testa a forma di becco e la grande bocca dotata di numerosi denti.

 

Il luccio svolge un ruolo importante nell'ecosistema perché si nutre prevalentemente di altri pesci. La sua presenza contribuisce quindi all'equilibrio naturale delle popolazioni ittiche.

 

È una specie che necessita di ambienti adatti anche per la riproduzione, in particolare zone con vegetazione acquatica e acque relativamente basse.

 

Nel Lago Maggiore il luccio è ancora presente e viene considerato tra le specie di particolare interesse per la pesca e la gestione della fauna ittica.

 

La trota del Lago Maggiore

 

Anche le trote fanno parte della fauna ittica del Verbano.

 

La situazione è però più complessa di quanto possa sembrare. Nel lago sono documentate diverse forme e specie di salmonidi, tra cui trota fario, trota marmorata e forme lacustri.

 

La cosiddetta trota lacustre non deve essere necessariamente considerata come una specie completamente distinta: in ambiente lacustre alcune popolazioni di trota possono assumere caratteristiche legate alla vita nelle acque profonde e alla disponibilità di cibo del lago.

 

Le trote sono predatori importanti e possono raggiungere dimensioni considerevoli. Storicamente, infatti, il Lago Maggiore è stato famoso anche per la presenza di grandi esemplari.

 

La bottatrice: un pesce particolare e poco conosciuto

 

La bottatrice è forse uno dei pesci meno conosciuti da chi frequenta il lago, ma è una specie molto interessante.

 

Appartiene alla famiglia dei Gadidi, la stessa alla quale appartengono anche diversi pesci marini. È quindi piuttosto particolare incontrare un rappresentante di questa famiglia nelle acque dolci.

 

Ha abitudini prevalentemente legate al fondo e tende a essere più attiva nelle ore crepuscolari e notturne.

 

Nel Lago Maggiore la bottatrice rappresenta una componente importante della comunità ittica ed è considerata una delle specie di interesse per la valutazione della qualità ecologica del lago.

 

Alborella, cavedano e altri ciprinidi

 

Non ci sono soltanto grandi predatori e pesci di interesse per la pesca.

 

Una parte importante dell'ecosistema del Lago Maggiore è costituita da specie più piccole, tra cui alborella e cavedano, insieme ad altri ciprinidi come scardola, tinca, carpa, pigo e savetta.

 

L'alborella, in particolare, è un piccolo pesce argentato che vive spesso in gruppi numerosi. Ha un ruolo importante nella catena alimentare perché rappresenta una fonte di nutrimento per diversi predatori del lago.

 

Il cavedano, invece, è una specie più robusta e adattabile, presente sia negli ambienti lacustri sia nei corsi d'acqua collegati.

 

Queste specie possono sembrare meno spettacolari rispetto a un luccio o a una grande trota, ma sono fondamentali per il funzionamento dell'intero ecosistema.

 

Carpa e tinca nelle acque più tranquille

 

Nelle zone più riparate e caratterizzate da fondali e vegetazione adatti si possono trovare anche carpe e tinche.

 

La carpa è una specie molto adattabile e può raggiungere dimensioni notevoli. La tinca, invece, predilige generalmente acque più calme e ricche di vegetazione.

 

Entrambe sono legate soprattutto agli ambienti litorali e alle zone meno profonde del lago.

 

Anche queste specie fanno parte della tradizione della pesca del Verbano e sono comprese nelle regolamentazioni che stabiliscono periodi di divieto e misure minime.

 

Il lucioperca

 

Il lucioperca, chiamato anche sandra, è un altro predatore presente nel Lago Maggiore.

Appartiene alla famiglia dei Percidi, la stessa del persico reale, ma può raggiungere dimensioni maggiori e ha caratteristiche morfologiche differenti.

 

È una specie introdotta e oggi stabilmente presente nel lago. La sua diffusione è tenuta sotto osservazione perché, come per altre specie non originarie del bacino, può modificare gli equilibri della comunità ittica.

 

Nel regolamento di pesca del Lago Maggiore sono previste specifiche misure minime e limiti per la cattura del lucioperca.

 

Il gardon e le altre specie introdotte

 

La fauna del Lago Maggiore comprende anche diverse specie alloctone, cioè originarie di altri ambienti e introdotte nel bacino.

 

Tra queste troviamo il gardon, il persico sole, il persico trota, l'acerina, il rodeo amaro e il siluro.

 

Non tutte le specie introdotte hanno necessariamente lo stesso impatto sull'ecosistema. Alcune sono ormai stabilmente inserite nella comunità ittica, mentre altre possono creare problemi di competizione con le specie autoctone o alterare le relazioni alimentari.

 

Il monitoraggio delle specie alloctone è quindi una parte importante delle attività di gestione della fauna ittica. La Regione Piemonte, attraverso il proprio Centro di referenza regionale per l'ittiofauna, svolge attività di monitoraggio e studia anche gli effetti dell'introduzione di specie autoctone e alloctone.

 

Il siluro: un grande predatore arrivato nel Verbano

 

Tra le specie che negli ultimi decenni hanno attirato maggiore attenzione c'è il siluro.

È un pesce di grandi dimensioni, capace di raggiungere lunghezze considerevoli, e rappresenta un predatore apicale negli ambienti in cui è presente.

 

La sua comparsa nel Lago Maggiore è relativamente recente rispetto alle specie tradizionali del Verbano. Nei dati del pescato professionale del 2016 compare già con una quantità significativa, mentre il siluro viene indicato tra le specie alloctone che possono contribuire al peggioramento dello stato ecologico secondo gli indicatori utilizzati nel monitoraggio.

 

La sua presenza è quindi uno degli aspetti della fauna ittica del lago che viene seguito con particolare attenzione.

 

Salmerino alpino e altre specie di salmonidi

 

Il salmerino alpino è un altro salmonide presente nel Lago Maggiore.

 

Predilige acque fredde e profonde e ha una presenza meno abbondante rispetto ad altre specie ittiche del lago.

 

Insieme ai coregoni e alle trote contribuisce a rendere particolarmente interessante la comunità di salmonidi del Verbano.

 

Anche per il salmerino sono previste specifiche regole di pesca, con una misura minima e un periodo annuale di divieto.

 

L'anguilla e il legame con i corsi d'acqua

 

Tra i pesci presenti nel Lago Maggiore troviamo anche l'anguilla.

 

Questa specie ha un ciclo vitale molto particolare, legato sia alle acque dolci sia al mare. Le anguille nascono infatti in ambiente oceanico e compiono una lunga migrazione verso i corsi d'acqua e i laghi europei.

 

La presenza di sbarramenti e modificazioni dei corsi d'acqua ha però reso più difficile la libera migrazione di molte specie ittiche.

 

Già le fonti storiche sottolineavano come la costruzione di sbarramenti e le derivazioni d'acqua avessero fortemente ridotto le risalite di alcuni pesci lungo il Ticino.

 

Nel regolamento attuale del Lago Maggiore l'anguilla è inoltre soggetta a divieto di pesca.

 

Una fauna ittica che racconta la storia del lago

 

Osservare l'elenco dei pesci del Lago Maggiore significa, in qualche modo, ripercorrere la storia ambientale del Verbano.

 

Ci sono specie che fanno parte dell'ecosistema originario, specie introdotte per motivi legati alla pesca e specie arrivate successivamente attraverso altre vie.

 

Il risultato è una comunità ittica molto diversificata, nella quale convivono piccoli pesci pelagici come l'agone e l'alborella, grandi predatori come luccio e siluro, salmonidi come trote, coregoni e salmerino, e numerosi ciprinidi.

 

Il censimento della fauna ittica dei grandi laghi ha evidenziato per il Lago Maggiore una comunità complessa e, nella porzione alto-lacustre analizzata, un successo riproduttivo documentato per diverse specie, tra cui agone, bottatrice, coregone lavarello, luccio, persico, scardola, tinca e trota lacustre.

 

La pesca sul Lago Maggiore

 

La pesca ha avuto per secoli un ruolo importante nella vita delle comunità che abitano le rive del Lago Maggiore.

 

Ancora oggi il Verbano è frequentato dagli appassionati di pesca sportiva, ma l'attività è regolamentata per tutelare le popolazioni ittiche.

 

Sono previste misure minime, periodi di divieto e limiti giornalieri che variano a seconda della specie. Per esempio, il regolamento attuale prevede specifiche misure per trota lacustre, coregoni, luccio, persico, persico trota, lucioperca, carpa e tinca. Per anguilla e agone sono invece previste limitazioni particolarmente rigorose, fino al divieto di pesca indicato nel regolamento.

 

Chi desidera pescare nel lago deve quindi verificare sempre le disposizioni aggiornate prima dell'attività.

 

Proteggere i pesci significa proteggere il Lago Maggiore

 

La biodiversità del Lago Maggiore non può essere considerata separatamente dalla qualità delle sue acque e dalla salute degli ambienti che lo circondano.

 

La presenza di specie diverse, la possibilità di riprodursi, la disponibilità di habitat adatti e la presenza di corsi d'acqua che permettano gli spostamenti sono tutti elementi collegati.

Il monitoraggio dell'ittiofauna serve proprio a comprendere questi equilibri e a individuare eventuali cambiamenti nelle popolazioni.

 

Oggi il Lago Maggiore ospita una fauna ittica ricca e diversificata, ma continua a essere un ecosistema da osservare e proteggere. La sua storia dimostra infatti quanto velocemente l'equilibrio di un grande lago possa cambiare e quanto sia importante intervenire per conservarlo.

 

Un mondo nascosto sotto le acque del Verbano

 

Il prossimo volta che ci si affaccia sulle acque del Lago Maggiore, vale quindi la pena guardarlo con occhi diversi.

 

Sotto la superficie si muovono coregoni, agoni, persici, lucci, trote, alborelle, cavedani, bottatrici, carpe e molte altre specie.

 

Alcune nuotano nelle acque profonde e lontane dalla riva, altre vivono tra la vegetazione del litorale; alcune sono predatori, altre costituiscono una parte fondamentale della loro alimentazione.

 

Sono tutti tasselli di un ecosistema complesso che, insieme al paesaggio, alle montagne e ai borghi del Verbano, costituisce uno dei patrimoni naturali più importanti del territorio.

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