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Antiquarium di Gravellona Toce: storia e reperti

16-09-2026 10:10

Mauro

Gravellona Toce (VCO), Luoghi, Home Luoghi,

Antiquarium di Gravellona Toce

Scopri l'Antiquarium di Gravellona Toce e la mostra “Memorie dal passato”: reperti, necropoli e storia dell'antico abitato di Pedemonte.

 

Un museo per conoscere la Gravellona Toce più antica

 

Quando si pensa alla storia di Gravellona Toce, è facile concentrarsi sulla città moderna, sulle sue industrie e sulla posizione strategica tra il Lago Maggiore, il Lago d'Orta e la Val d'Ossola. Ma il territorio ha una storia molto più antica, che affonda le proprie radici in epoche lontane.

 

A raccontarla è l'Antiquarium di Gravellona Toce, ospitato in Corso Milano 63. Il museo custodisce e valorizza soprattutto le testimonianze archeologiche provenienti dall'area di Pedemonte, dove tra gli anni Cinquanta vennero alla luce i resti di un antico abitato e di una vasta necropoli.

 

Il cuore dell'esposizione attuale è la mostra “Memorie dal passato. L'abitato e la necropoli di Pedemonte a Gravellona Toce”, realizzata grazie alla collaborazione tra la Città di Gravellona Toce e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

 

È un piccolo museo, ma ciò che racconta è tutt'altro che piccolo: attraverso oggetti di uso quotidiano, ornamenti, strumenti di lavoro, ceramiche e corredi funerari è possibile ricostruire quasi un millennio di storia locale.

 

La scoperta di Felice Pattaroni

 

Una figura fondamentale per la nascita dell'Antiquarium è quella di Felice Pattaroni, gravellonese appassionato di storia e archeologia.

 

Tra il 1954 e il 1959, Pattaroni condusse importanti ricerche nella località di Pedemonte, portando alla luce una vasta necropoli e parti di un antico insediamento.

 

Gli scavi della necropoli documentarono almeno 126 sepolture, utilizzate in un arco cronologico molto ampio, dalla fine della prima età del Ferro fino al periodo romano.

 

La scoperta aveva un'importanza particolare perché non si trattava soltanto di un'area funeraria. A Pedemonte erano presenti anche i resti dell'abitato nel quale viveva la comunità.

 

Questa possibilità di studiare contemporaneamente la “città dei morti” e la “città dei vivi” rende il sito archeologico di Gravellona Toce particolarmente interessante nel panorama del Piemonte nord-orientale.

 

Pedemonte prima dei Romani

 

Per capire i reperti conservati all'Antiquarium bisogna quindi tornare indietro di oltre duemila anni.

 

L'area di Pedemonte si trovava in una posizione particolarmente favorevole. Gravellona Toce rappresentava infatti un importante punto di passaggio tra le vie terrestri e le vie d'acqua che collegavano la pianura padana con l'area alpina.

 

Il sistema Ticino-Verbano, insieme ai suoi affluenti, tra cui Toce e Strona, costituiva una vera rete di collegamento naturale. Secondo le ricostruzioni dell'Antiquarium, l'antico insediamento di Pedemonte si trovava inoltre vicino alle sponde del Lago Maggiore, che nell'antichità arrivava più vicino all'attuale territorio di Gravellona Toce rispetto a oggi.

 

Le prime tracce di frequentazione risalgono alla prima età del Ferro, con un piccolo nucleo di sepolture riconducibili alla cultura di Golasecca.

 

Successivamente, tra il II e il I secolo a.C., l'area acquistò un'importanza sempre maggiore.

 

Una comunità tra cultura celtica e mondo romano

 

L'antico abitato di Pedemonte nacque in un territorio di confine, dove si incontravano differenti culture.

 

La comunità locale aveva caratteristiche insubri e leponzie e mantenne per lungo tempo una propria identità, entrando progressivamente in contatto con il mondo romano.

 

Questo passaggio è particolarmente interessante perché non avvenne improvvisamente. I reperti mostrano infatti un'evoluzione graduale degli usi, delle produzioni e delle abitudini quotidiane.

 

Anche la tavola racconta questo cambiamento. Le ceramiche locali e i tradizionali vasi “a trottola” vengono progressivamente affiancati e poi sostituiti da forme legate alla cultura romana, come l'olpe e la ceramica a vernice nera. Successivamente compaiono anche le ceramiche di terra sigillata, tipiche dell'età imperiale.

 

I reperti dell'Antiquarium permettono quindi di osservare concretamente il processo di romanizzazione del territorio.

 

Che cosa si vede all'Antiquarium di Gravellona Toce?

 

La mostra “Memorie dal passato” è organizzata in cinque sezioni tematiche, distribuite all'interno delle tre sale del museo.

 

Il percorso affronta diversi aspetti della vita della comunità di Pedemonte: le attività produttive, gli oggetti personali e gli ornamenti, la cucina e la tavola, i commerci e naturalmente la necropoli.

 

Non si tratta quindi di una semplice esposizione di reperti archeologici. Gli oggetti vengono utilizzati per raccontare la vita delle persone che abitavano questo territorio.

 

Un anello, una fibula, un recipiente o uno strumento di lavoro diventano così piccoli frammenti di una storia più grande.

 

Il lavoro e le attività quotidiane

 

Uno degli aspetti più interessanti dell'esposizione riguarda il lavoro.

 

I reperti permettono di riconoscere numerose attività praticate nell'antico insediamento: agricoltura, allevamento, viticoltura, lavorazione del legno, produzione del vetro, filatura e tessitura.

 

Particolarmente importante sembra essere stato l'allevamento ovino e caprino, dal quale derivavano diverse produzioni, tra cui lana, latte e formaggi.

 

La presenza di strumenti legati alla filatura e alla tessitura permette inoltre di immaginare una parte della vita domestica che difficilmente sarebbe possibile conoscere attraverso le sole fonti scritte.

 

L'archeologia, in questo caso, riesce quindi a restituire una fotografia della vita quotidiana di una comunità vissuta oltre duemila anni fa.

 

La cucina, la tavola e i commerci

 

Anche ciò che veniva portato in tavola racconta molto della storia di Pedemonte.

I reperti ceramici testimoniano l'evoluzione delle abitudini alimentari e delle modalità di preparazione e consumo dei cibi. Tra i materiali esposti compaiono anche forme di ceramica legate alla cucina dell'età tardoantica.

 

Ma c'è un altro elemento particolarmente interessante: i commerci.

 

Gravellona Toce si trovava infatti lungo importanti vie di comunicazione e l'abitato partecipava a una rete commerciale che collegava il territorio locale con la pianura padana e con aree più lontane del Mediterraneo.

 

Alcuni dei reperti ritrovati a Pedemonte testimoniano quindi l'arrivo di prodotti provenienti da altre regioni, mostrando quanto il territorio fosse inserito in una rete di scambi già molto sviluppata nell'antichità.

 

La necropoli di Pedemonte

 

La terza sala dell'Antiquarium è dedicata alla necropoli, uno degli elementi più importanti della scoperta archeologica.

 

Le oltre cento sepolture indagate da Felice Pattaroni hanno restituito numerosi corredi funerari, attraverso i quali è possibile comprendere l'evoluzione della comunità nel corso dei secoli.

 

Cambiano infatti sia gli oggetti deposti nelle tombe sia i rituali funerari.

 

Le sepolture più antiche testimoniano prevalentemente il rito dell'inumazione. A partire dal I secolo a.C. compare invece in maniera sempre più evidente la cremazione, che continuerà durante l'età romana. Nel IV secolo d.C. si assiste nuovamente a un ritorno generalizzato all'inumazione.

 

Anche i corredi sono molto diversi tra loro e comprendono fibule, anelli, collane, bracciali e altri oggetti personali.

 

Tra questi sono presenti elementi riconducibili sia alla tradizione celtica sia alla cultura romana.

 

Una storia che arriva fino alla tarda antichità

 

Uno degli aspetti più sorprendenti emersi dalle ricerche più recenti riguarda la durata dell'insediamento.

 

Per lungo tempo si è pensato che la vita dell'abitato di Pedemonte fosse terminata prima di quanto oggi indicano le nuove analisi.

 

La rilettura di alcuni reperti, tra cui una particolare lucerna di imitazione africana e un'eccezionale imboccatura equestre in bronzo provenienti dalla cosiddetta Casa del Pescatore, ha permesso di ipotizzare una continuità dell'abitato almeno fino al V secolo d.C.

 

Si delinea così una storia molto lunga, che parte dalla cultura di Golasecca e attraversa la romanizzazione fino alla tarda antichità.

 

È proprio questa continuità a rendere particolarmente importante il patrimonio archeologico di Gravellona Toce.

 

Dal ritrovamento al museo

 

Per molti decenni una parte significativa dei reperti scoperti a Pedemonte è rimasta conservata presso il Museo di Antichità di Torino.

 

Nel 2017, a oltre sessant'anni dalle prime scoperte di Felice Pattaroni, alcuni dei reperti più importanti sono tornati a Gravellona Toce grazie alla realizzazione della mostra “Memorie dal passato”.

 

Il progetto ha coinvolto la Città di Gravellona Toce, la Soprintendenza, la Fondazione Compagnia di San Paolo e l'Associazione Archeologica e Culturale “Felice Pattaroni”.

 

L'idea non era semplicemente riportare alcuni reperti in città, ma creare un percorso capace di spiegare al pubblico il contesto nel quale erano stati ritrovati.

 

Ed è proprio questo uno dei punti di forza dell'Antiquarium.

 

L'Antiquarium e il territorio di Gravellona Toce

 

L'Antiquarium non racconta soltanto Pedemonte.

 

Il museo dedica infatti attenzione anche ad altri luoghi e monumenti del territorio, tra cui il Castello del Motto, l'antico Castrum Gravallone, e la Chiesa romanica di San Maurizio, considerata il più antico monumento della città e documentata già nel 1023.

 

In questo modo l'Antiquarium diventa una sorta di punto di partenza per conoscere Gravellona Toce attraverso epoche differenti.

 

Dalle comunità preromane all'età romana, dal Medioevo rappresentato dal Castello del Motto fino alla storia più recente della città, il territorio conserva una quantità di testimonianze spesso poco conosciute.

 

Attualmente il museo è aperto tutto l'anno su prenotazione e l'ingresso è gratuito. Sono inoltre disponibili visite guidate gratuite, sempre su prenotazione.

 

Per organizzare la visita è possibile contattare l'Associazione Archeologica Culturale “F. Pattaroni” ODV, che si occupa dell'accoglienza dei visitatori e delle visite alla mostra.

 

La visita può essere particolarmente interessante anche per famiglie e scuole, perché permette di avvicinarsi all'archeologia partendo da oggetti concreti e da una storia strettamente legata al territorio.

 

Un piccolo museo, una grande storia

 

L'Antiquarium di Gravellona Toce dimostra quanto possa essere importante conoscere ciò che si trova proprio sotto i nostri piedi.

 

Pedemonte non era un semplice villaggio isolato, ma un insediamento inserito in una rete di collegamenti che metteva in comunicazione le Alpi, la pianura padana e il Mediterraneo. Qui per secoli hanno vissuto, lavorato, commerciato e seppellito i propri morti diverse generazioni di uomini e donne.

 

Oggi quella storia torna a parlare attraverso i reperti conservati nelle sale dell'Antiquarium.

 

Visitare il museo significa quindi fare un viaggio indietro nel tempo, ma anche comprendere meglio perché Gravellona Toce sia diventata nei secoli un luogo così importante per i collegamenti tra Verbano, Cusio e Ossola.

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