logo gialosai.vco profilo rotondo

Creato con : GiaLoSai-Store


facebook
instagram
whatsapp

facebook
instagram
whatsapp

Home

Registra la tua attività

Contatti

 

Baveno
Cannobio
Casale corte Cerro
Crevoladossola
Domodossola
Gravellona Toce
Mergozzo
Omegna
Ornavasso
Orta San Giulio
Stresa
Verbania
Villadossola

 

Arona

Belgirate

Borgomanero

Lesa

Meina

Pella

Privacy policy

Cookie policy

Termini e condizioni

P. Iva 02646890034

Email : gialosaivco@gmail.com

Chiesa romanica di San Maurizio: storia di Gravellona Toce

16-09-2026 10:20

Mauro

Gravellona Toce (VCO), Attrazioni, Home Attrazioni,

Chiesa romanica di San Maurizio a Gravellona Toce

La Chiesa romanica di San Maurizio a Gravellona Toce è il più antico monumento della città: storia, architettura, affreschi e curiosità.

La chiesa più antica di Gravellona Toce

 

All'interno dell'attuale cimitero comunale di Gravellona Toce, lungo il corso Sempione, si trova un edificio apparentemente semplice ma di grande importanza storica: la Chiesa romanica di San Maurizio.

 

È considerata il più antico monumento della città che abbia conservato le proprie forme storiche e la sua presenza è documentata almeno dal 1023. Dietro le sue mura in pietra si nasconde quindi una storia lunga circa mille anni, strettamente legata alle origini medievali di Gravellona Toce.

 

La chiesa che vediamo oggi non è però esattamente quella descritta nei documenti più antichi. L'edificio ha infatti attraversato diverse trasformazioni, soprattutto durante il XII secolo e successivamente tra il Quattrocento e l'Ottocento.

 

Ancora oggi, nonostante le modifiche subite nel corso dei secoli, San Maurizio conserva caratteristiche romaniche, antichi affreschi e un campanile medievale che raccontano una parte importante della storia del territorio.

 

San Maurizio e la Corte di Cerro

 

La prima testimonianza documentaria della chiesa risale al 1023.

 

In quell'anno l'edificio viene indicato come chiesa di San Maurizio della Corte di Cerro. Il documento racconta la donazione, da parte dei coniugi Ricardo e Anselda, della chiesa e di tre parti della Corte di Cerro all'abbazia di Arona.

 

Il riferimento alla Corte di Cerro è particolarmente importante per comprendere l'ambiente nel quale nacque la chiesa.

 

In epoca medievale San Maurizio non era infatti un edificio isolato come appare oggi. Faceva parte di un complesso più ampio, collegato a una corte e a una struttura fortificata, situato lungo una delle principali vie di comunicazione verso la Val d'Ossola.

 

La sua posizione aveva quindi anche un'importanza strategica: il luogo si trovava lungo una direttrice di passaggio fondamentale per chi si spostava tra il Verbano, il Cusio e l'Ossola.

 

Una chiesa accanto a una fortificazione

 

Uno degli aspetti più interessanti della storia di San Maurizio è il rapporto con il vicino Castello di Cerro.

 

Le fonti medievali citano infatti contemporaneamente la chiesa e il castrum. Nel 1025, nel 1028 e successivamente nel 1152, entrambi risultano legati alla giurisdizione di esponenti della nobile famiglia dei De Castello.

 

Questo significa che l'area dove oggi troviamo il cimitero era un tempo un piccolo centro fortificato, con la chiesa inserita all'interno o nelle immediate vicinanze del complesso.

 

Del castello oggi rimangono soltanto alcune strutture murarie, ma il loro rapporto con San Maurizio contribuisce a restituire un'immagine molto diversa da quella attuale.

 

La piccola chiesa non era quindi semplicemente un edificio religioso immerso nella campagna: faceva parte di un insediamento medievale organizzato.

 

La costruzione romanica

 

L'edificio attualmente visibile è il risultato di importanti interventi realizzati soprattutto nel XII secolo.

 

San Maurizio è una costruzione romanica ad aula unica, caratterizzata dall'utilizzo di blocchi di pietra locale. Alcuni materiali edilizi sono inoltre legati al riutilizzo di strutture precedenti. Il Comune segnala infatti che parte delle pietre utilizzate nella costruzione proviene da una vicina struttura di epoca romana.

 

All'esterno si possono riconoscere alcuni degli elementi tipici dell'architettura romanica, come gli archetti pensili che decorano la parte superiore delle pareti.

 

Il fianco meridionale è scandito da lesene e presenta ancora alcune tracce delle aperture originarie. Le grandi finestre rettangolari che vediamo oggi hanno infatti sostituito in parte le più piccole monofore romaniche, alcune delle quali sono ancora riconoscibili, anche se tamponate.

 

L'orientamento della chiesa è cambiato

 

Una particolarità di San Maurizio riguarda l'orientamento dell'edificio.

 

Come avveniva normalmente nelle chiese medievali, la costruzione era originariamente orientata con l'abside verso est e l'ingresso verso ovest.

 

Nel corso dell'Ottocento, però, la configurazione venne modificata: l'orientamento fu praticamente ribaltato, con l'ingresso collocato verso est e l'altare verso ovest.

 

La trasformazione fu accompagnata da altri interventi. L'abside originaria venne demolita e la chiesa perse alcune delle strutture che in precedenza la caratterizzavano.

 

Non è del tutto chiaro quale sia stata la ragione precisa di questi cambiamenti. Tra le ipotesi indicate dalle fonti ci sono possibili problemi strutturali oppure la necessità di adattare l'edificio alla viabilità della vicina strada del Sempione.

 

Il campanile romanico

 

Accanto alla chiesa si trova un altro elemento di grande interesse: il campanile.

La torre presenta una struttura indipendente ma direttamente collegata all'edificio religioso. La parte inferiore, realizzata anch'essa con pietra locale, sembra risalire agli ultimi decenni dell'XI secolo.

 

Le parti superiori sono caratterizzate da specchiature delimitate da archetti ciechi e da aperture romaniche, tra cui monofore e bifore. La cella campanaria e la sovrastante copertura ottagonale sono invece aggiunte molto più tarde, risalenti all'Ottocento.

 

Il campanile permette quindi di leggere, quasi come una stratificazione, diverse epoche della storia dell'edificio.

 

Gli affreschi di San Maurizio

 

Se l'architettura racconta soprattutto il Medioevo, l'interno della chiesa conserva anche una preziosa testimonianza della pittura religiosa dei secoli successivi.

 

Le pareti sono infatti decorate da affreschi del XV e XVI secolo, alcuni dei quali furono riscoperti durante i restauri del Novecento dopo essere rimasti coperti da strati di calce.

Tra le opere presenti si riconoscono diverse scene religiose.

 

Sulla parete settentrionale è raffigurato San Maurizio a cavallo, accompagnato dalla figura di un committente inginocchiato. Nella stessa zona si trova anche San Francesco che riceve le stimmate.

 

Queste opere sono state ricondotte alla mano dell'ossolano Giacomo da Cardone, pittore vissuto tra il XVI secolo e la fine del Cinquecento.

 

Sulla parete meridionale sono inoltre visibili, anche se in condizioni più difficili da leggere, una scena con il martirio di Santo Stefano e altre figure di santi.

 

L'Annunciazione e Antonio Saltia

 

Tra gli elementi più interessanti conservati all'interno della chiesa c'è anche un'iscrizione che porta la data del 1501 e indica come committente un certo Antonio Saltia da Pedemonte.

 

Sempre secondo la documentazione dell'Antiquarium, al pittore Cagnola viene attribuita l'Annunciazione che in origine si trovava nell'arco di ingresso al presbiterio e che oggi è collocata sulla controfacciata.

 

Anche questo dettaglio mostra come la chiesa abbia continuato a essere utilizzata e decorata molti secoli dopo la sua costruzione.

 

San Maurizio non era quindi un edificio medievale rimasto immutato: era un luogo di culto vivo, nel quale diverse generazioni hanno lasciato il proprio segno.

 

La distruzione della Corte di Cerro

 

La storia della chiesa prende una svolta nel 1310, quando il vicino complesso fortificato della Corte di Cerro venne distrutto.

 

L'episodio si inserisce nelle lotte tra guelfi e ghibellini che coinvolsero anche il territorio novarese e ossolano. I conti di Crusinallo, allora signori del luogo, avevano dato rifugio a esponenti della fazione guelfa e il castello venne conseguentemente coinvolto negli scontri.

 

La chiesa di San Maurizio, a differenza della fortificazione, venne risparmiata.

 

Rimase però progressivamente isolata rispetto all'antico insediamento, trasformandosi in un oratorio di campagna dipendente dalla parrocchia di Casale Corte Cerro.

È una delle ragioni per cui l'edificio è riuscito ad arrivare fino ai giorni nostri.

 

Dal Seicento al cimitero

 

San Maurizio continuò comunque a essere utilizzata per il culto.

 

Nel 1630 venne istituita una cappellania per permettere la celebrazione delle messe domenicali, in attesa della realizzazione della nuova chiesa parrocchiale di Gravellona Toce.

 

Nel corso del Seicento l'edificio ebbe anche una funzione molto diversa: secondo le fonti comunali venne utilizzato come lazzaretto.

 

Successivamente la sua importanza diminuì nuovamente.

 

La situazione cambiò nel 1823, quando l'area venne scelta per la realizzazione del cimitero comunale. Da quel momento San Maurizio divenne a tutti gli effetti una chiesa cimiteriale.

 

Il progressivo ampliamento del camposanto nel corso dell'Ottocento modificò ulteriormente l'edificio. Vennero eliminati il portico della facciata e la sacrestia e, come abbiamo visto, furono apportate importanti modifiche alla struttura e all'orientamento della chiesa.

 

I restauri e la riscoperta degli affreschi

 

Il Novecento porta con sé una nuova attenzione verso il valore storico e artistico della chiesa.

 

Nel 1925 venne avviato un primo importante intervento di restauro. Furono rimossi alcuni strati di intonaco e calce e vennero riportati alla luce parte degli antichi affreschi.

Per diversi decenni seguirono nuovi tentativi di recupero.

 

A partire dal 1956 vennero proposti altri interventi, ma fu soprattutto tra il 1973 e il 1974 che un comitato appositamente costituito riuscì a realizzare lavori significativi.

 

In quell'occasione furono rimosse le volte, ripristinate le capriate lignee e sistemata la zona dell'altare.

 

Più recentemente la chiesa è stata interessata da ulteriori iniziative di recupero e valorizzazione. Nel 2023, in occasione dei mille anni dalla prima testimonianza documentaria, il Ministero della Cultura segnalò anche il cantiere di restauro sostenuto dalla Parrocchia, dalla Fondazione Cariplo e da finanziamenti statali.

 

San Maurizio e il patrimonio storico di Gravellona Toce

 

La Chiesa di San Maurizio assume ancora più valore se considerata insieme agli altri luoghi storici di Gravellona Toce.

 

A poca distanza si trovano infatti le testimonianze del Castello di Cerro, mentre sulla collina del Motto sorgono i resti dell'antico Castrum Gravallone.

 

A raccontare invece la storia ancora più antica del territorio è l'Antiquarium di Gravellona Toce, con la mostra archeologica “Memorie dal passato”, dedicata agli scavi di Pedemonte e alla necropoli gallo-romana.

 

San Maurizio rappresenta quindi un tassello fondamentale di questo percorso: dopo la preistoria e l'età romana raccontate dall'Antiquarium, la chiesa permette di entrare nella Gravellona medievale.

 

Dove si trova la Chiesa di San Maurizio

 

La Chiesa romanica di San Maurizio si trova all'interno del cimitero comunale di Gravellona Toce, in Corso Sempione 155.

 

La chiesa è visitabile negli orari di apertura del cimitero, secondo le informazioni pubblicate dall'Antiquarium.

 

Un piccolo edificio che racconta mille anni

 

La Chiesa di San Maurizio potrebbe sembrare, a un primo sguardo, una piccola costruzione romanica come tante altre presenti nel territorio piemontese.

 

In realtà poche altre testimonianze di Gravellona Toce permettono di seguire così chiaramente l'evoluzione della città nel corso dei secoli.

 

Da chiesa legata alla Corte di Cerro e a una fortificazione medievale è diventata un oratorio rurale, poi un luogo di culto ancora frequentato, un lazzaretto, una chiesa cimiteriale e infine un monumento storico da conservare.

 

Le sue pietre raccontano il Medioevo, il campanile conserva elementi dell'XI secolo, gli affreschi ricordano la devozione dei secoli XV e XVI e le trasformazioni ottocentesche testimoniano il continuo adattamento dell'edificio alle esigenze della città.

 

È proprio questa stratificazione a rendere San Maurizio uno dei luoghi più interessanti da conoscere a Gravellona Toce: un piccolo edificio capace di custodire quasi mille anni di storia locale.

 © 2026 - GiaLoSai-VCO

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder