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Castelli di Cannero: storia e leggende sul Lago Maggiore

19-09-2026 22:38

Mauro

Cannobio (VCO), Attrazioni, Home Attrazioni,

Castelli di Cannero

La storia dei Castelli di Cannero, dalla fortezza della Malpaga dei Mazzarditi alla Rocca Vitaliana dei Borromeo, fino al restauro e alla riapertura.

I Castelli di Cannero, fortezze sospese sul Lago Maggiore

 

Ci sono luoghi del Lago Maggiore che sembrano appartenere più alla leggenda che alla storia. I Castelli di Cannero sono sicuramente tra questi.

 

Emergono dall'acqua a poca distanza dalla sponda piemontese, di fronte a Cannero Riviera, formando un piccolo arcipelago di tre isolotti rocciosi. In realtà, nonostante il nome con cui sono conosciuti, i Castelli di Cannero appartengono amministrativamente al territorio di Cannobio.

 

Per secoli questi scogli hanno attirato persone che cercavano proprio ciò che una posizione del genere poteva offrire: protezione, controllo delle vie d'acqua e una posizione difficile da raggiungere.

 

Quello che vediamo oggi è soprattutto il risultato della costruzione della Rocca Vitaliana, realizzata nel Cinquecento dalla famiglia Borromeo. Ma prima della fortezza borromaica esisteva un'altra rocca, legata a una delle pagine più movimentate della storia medievale del Verbano: quella dei Mazzarditi.

 

La Malpaga e i cinque fratelli Mazzarditi

 

Per comprendere la storia dei Castelli di Cannero bisogna tornare all'inizio del Quattrocento.

 

In quegli anni il territorio di Cannobio era attraversato da forti contrasti politici legati alle lotte tra Guelfi e Ghibellini. In questo contesto entrarono in scena cinque fratelli originari di Cannobio, conosciuti con il nome di Mazzarditi.

 

Tra il 1403 e il 1404 i fratelli presero il controllo di Cannobio e si stabilirono sugli isolotti di Cannero, dove realizzarono una fortificazione conosciuta come Malpaga.

 

La posizione era strategica. Dalle isole era possibile controllare una parte del traffico sul lago e organizzare incursioni lungo le coste del Verbano. Le fonti storiche descrivono i Mazzarditi come una famiglia che esercitò il proprio potere attraverso razzie e azioni militari, arrivando a creare una sorta di dominio autonomo sul territorio.

 

La loro presenza diventò però un problema sempre più difficile da tollerare per gli abitanti della zona.

 

La fine della Malpaga nel 1414

 

La situazione cambiò nel 1414.

 

Gli abitanti del litorale si rivolsero al duca di Milano Filippo Maria Visconti, chiedendo un intervento contro i Mazzarditi. Il duca inviò un esercito guidato da Giovanni Lonati.

 

Dopo un breve assedio, la fortezza della Malpaga venne conquistata e distrutta. I Mazzarditi furono costretti all'esilio e la prima grande fortificazione degli isolotti di Cannero scomparve.

 

È un passaggio importante perché la fortificazione che possiamo osservare oggi non è quindi la Malpaga.

 

Della prima rocca non rimane infatti una struttura conservata come quella successiva. Le sue fondamenta e il suo ricordo, tuttavia, sono parte integrante della storia dei Castelli di Cannero.

 

Arrivano i Borromeo

 

Dopo la caduta dei Mazzarditi, gli isolotti entrarono in una nuova fase della loro storia.

 

Nel 1441 il feudo di Cannobio passò a Vitaliano I Borromeo, e con esso anche l'arcipelago di Cannero. Nei decenni successivi i possedimenti passarono ai suoi eredi, fino ad arrivare a Ludovico Borromeo.

 

La famiglia Borromeo aveva ormai costruito una posizione di grande rilievo nel territorio del Lago Maggiore e dell'alto Verbano.

 

Gli isolotti di Cannero rappresentavano però qualcosa di più di una semplice proprietà. La loro posizione, vicina alla parte settentrionale del lago e non lontana dal territorio svizzero, aveva una notevole importanza strategica.

 

Fu proprio in questo contesto che nacque l'idea di costruire una nuova fortificazione.

 

La nascita della Rocca Vitaliana

 

Nel 1519 Ludovico Borromeo diede inizio alla costruzione di una nuova fortezza sulle strutture della precedente Malpaga.

 

La nuova rocca prese il nome di Vitaliana, in omaggio a Vitaliano I Borromeo, capostipite della famiglia. La costruzione si sviluppò nei primi decenni del Cinquecento e diede agli isolotti un nuovo sistema difensivo, molto più articolato rispetto alla precedente fortificazione.

 

La Rocca Vitaliana era pensata come una vera fortezza sul lago.

 

Le sue mura furono costruite direttamente sugli scogli e comprendevano torri, corti, ambienti residenziali e strutture difensive.

 

La posizione rendeva la fortificazione particolarmente suggestiva ma anche difficile da conquistare: l'acqua del lago costituiva una barriera naturale praticamente tutto intorno agli edifici.

 

Una fortezza nel cuore delle guerre d'Italia

 

La costruzione della Rocca Vitaliana avvenne in uno dei periodi più turbolenti della storia italiana.

 

Il Cinquecento fu caratterizzato dalle guerre d'Italia, con il Ducato di Milano al centro delle contese tra le grandi potenze europee.

 

Il Lago Maggiore si trovava in una posizione di confine particolarmente delicata. La fortificazione di Cannero poteva quindi servire come presidio dell'alto lago e come punto di controllo delle vie d'acqua.

 

La Rocca non rimase soltanto un'opera simbolica. Nel corso del XVI secolo fu coinvolta nelle vicende militari del territorio. Una delle fonti dedicate alla storia dei Castelli ricorda, ad esempio, l'assedio del 1523, quando la Vitaliana resistette alle forze legate al duca Francesco II Sforza.

 

Com'era la Rocca Vitaliana?

 

La fortezza che conosciamo attraverso i ruderi era organizzata attorno a una corte centrale.

 

Sul lato orientale si trovava il mastio, caratterizzato da due torri circolari. Altre strutture occupavano la parte meridionale e quella occidentale dell'isolotto, dove si trovavano anche gli ambienti residenziali.

 

Un ingresso fortificato con avancorpo e torre semicircolare permetteva di accedere alla corte principale, mentre una seconda porta si apriva verso la corte occidentale. Un piccolo edificio ospitava inoltre una cappella.

 

Anche l'isolotto più piccolo, conosciuto come Isola delle Prigioni, faceva parte del complesso fortificato.

 

La struttura che vediamo oggi permette quindi di immaginare quanto fosse articolata la Rocca Vitaliana quando era ancora pienamente operativa.

 

Dalla fortezza all'abbandono

 

Con il passare del tempo, però, la funzione militare della Rocca Vitaliana diminuì.

La sua posizione, che in passato rappresentava un vantaggio, diventò progressivamente meno utile rispetto all'evoluzione delle tecniche militari e delle strategie difensive.

 

Dopo la morte di Ludovico Borromeo la fortezza venne progressivamente abbandonata. Nei secoli successivi gli isolotti continuarono comunque a essere frequentati.

 

I locali furono utilizzati in modi molto diversi: vi trovarono rifugio pescatori e altre persone che vivevano del lago, mentre la fortificazione fu anche associata alla presenza di contrabbandieri e, in un periodo successivo, persino di falsari.

 

La grande fortezza militare si trasformò così lentamente in una rovina.

 

I Castelli di Cannero diventano un luogo romantico

 

Tra Settecento e Ottocento, ciò che un tempo era stato un presidio militare cominciò a essere percepito in maniera completamente diversa.

 

Le mura diroccate, le torri affacciate sul lago e la vegetazione che progressivamente si impossessava degli edifici trasformarono i Castelli di Cannero in un luogo dal forte fascino romantico.

 

Pittori, scrittori e viaggiatori iniziarono a rappresentare e raccontare le rovine.

Anche William Turner dedicò un'opera ai Castelli di Cannero nel 1843, contribuendo a diffonderne l'immagine al di fuori del territorio del Lago Maggiore.

 

Da fortezza temuta e rispettata, Cannero diventò così un'immagine romantica del lago: mura antiche che emergono dall'acqua, montagne sullo sfondo e una storia piena di battaglie, famiglie nobili e leggende.

 

Le leggende dei Castelli di Cannero

 

Come accade per molti luoghi fortificati, anche i Castelli di Cannero sono circondati da racconti e leggende.

 

La storia dei Mazzarditi, in particolare, ha contribuito a costruire nel tempo l'immagine di una rocca misteriosa e abitata da personaggi violenti e senza scrupoli.

 

È importante però distinguere la storia documentata dalla tradizione popolare.

 

I Mazzarditi sono realmente esistiti e la loro presenza nella Malpaga è documentata; le storie più fantasiose legate ai loro tesori, ai fantasmi e ai segreti delle rovine appartengono invece alla tradizione leggendaria che si è sviluppata nei secoli intorno alle fortificazioni.

 

Ed è proprio questa combinazione di storia e leggenda ad aver contribuito al fascino dei Castelli.

 

I Castelli di Cannero oggi

 

Per molti anni i Castelli di Cannero sono stati osservabili quasi esclusivamente dal lago, attraverso escursioni in battello o in barca.

 

Negli ultimi anni, però, la situazione è cambiata.

 

Dopo un importante progetto di recupero e restauro iniziato nel 2019, la Rocca Vitaliana è stata restituita al pubblico con un nuovo progetto di valorizzazione. Nel 2025 i Castelli sono stati riaperti dopo decenni di abbandono, con un percorso museale immersivo dedicato alla loro storia.

 

Il progetto Cannero Walking Tales utilizza audioguide, contenuti interattivi e realtà aumentata per raccontare la storia del complesso direttamente negli ambienti della fortezza.

 

L'idea è particolare: non trasformare semplicemente la rovina in un museo tradizionale, ma lasciare che siano le stesse architetture, le corti, le mura e gli ambienti superstiti a raccontare la propria storia.

 

Un patrimonio tra Cannero Riviera e Cannobio

 

C'è una curiosità geografica che spesso sorprende chi visita il Lago Maggiore.

 

I Castelli sono conosciuti come Castelli di Cannero perché si trovano proprio davanti a Cannero Riviera, ma amministrativamente gli isolotti appartengono al territorio di Cannobio.

 

Sono quindi un patrimonio profondamente legato a entrambe le località: il paesaggio che tutti riconoscono è quello della Riviera del Lago Maggiore, mentre la storia amministrativa delle isole è legata a Cannobio.

 

Questa posizione contribuisce anche al loro fascino: osservati dalla riva, sembrano quasi galleggiare tra le acque del lago e le montagne del Verbano.

 

I Castelli di Cannero, simbolo del Lago Maggiore

 

La storia dei Castelli di Cannero è in fondo la storia di due fortezze diverse costruite nello stesso luogo.

 

Prima ci fu la Malpaga dei Mazzarditi, nata all'inizio del Quattrocento e distrutta nel 1414.

 

Poi arrivò la Rocca Vitaliana dei Borromeo, costruita a partire dal 1519 sulle strutture della precedente fortificazione.

 

Nei secoli successivi la fortezza perse la propria funzione militare, venne abbandonata e lentamente trasformata in rovina. Ma proprio quelle rovine, invece di cancellare la memoria del luogo, ne hanno accresciuto il fascino.

 

Oggi i Castelli di Cannero sono uno dei simboli più riconoscibili del Lago Maggiore: un luogo nel quale storia, architettura, paesaggio e leggenda si incontrano in pochi piccoli isolotti di roccia.

 

E forse è proprio questo il motivo per cui, ancora oggi, quando si naviga sul Lago Maggiore e le torri della Rocca Vitaliana compaiono all'orizzonte, è difficile non fermarsi a guardarle.

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