Val Grande: natura selvaggia, storia e sentieri nel cuore del VCO
Nel cuore del Verbano-Cusio-Ossola, tra il Lago Maggiore, l'Ossola, la Valle Vigezzo e la Val Cannobina, si trova uno dei territori naturali più affascinanti del Piemonte: la Val Grande.
Qui la montagna ha mantenuto un carattere particolarmente selvaggio. I boschi hanno riconquistato gli antichi pascoli e le aree un tempo utilizzate per il taglio del legname, mentre vecchie mulattiere, baite e alpeggi raccontano la presenza dell'uomo nei secoli passati.
Oggi la Val Grande è protetta dal Parco Nazionale della Val Grande, istituito nel 1992, ed è considerata la più vasta area wilderness delle Alpi.
Dove si trova la Val Grande
La Val Grande si trova nella parte settentrionale del Piemonte, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Il territorio del parco si sviluppa tra diverse vallate e aree geografiche del VCO, creando una sorta di grande cuore verde tra Verbano, Ossola, Val Vigezzo, Valle Intrasca e Val Cannobina.
La particolare conformazione delle montagne ha contribuito a mantenere questa zona difficile da attraversare e scarsamente urbanizzata. Non esistono strade che attraversano il cuore della Val Grande e gran parte del territorio è accessibile esclusivamente attraverso sentieri e antiche mulattiere.
È proprio questa difficoltà di accesso ad aver favorito, nel tempo, il ritorno della natura.
Il Parco Nazionale della Val Grande
Il Parco Nazionale della Val Grande è stato istituito il 2 marzo 1992 con l'obiettivo di proteggere un territorio di grande valore naturalistico. Negli anni successivi i suoi confini sono stati ampliati e nel 2023 è stato completato un ulteriore ampliamento che ha coinvolto anche Verbania, Ornavasso e Mergozzo, oltre ad altri territori comunali.
Il parco si estende oggi per circa 14.600 ettari e comprende ambienti molto diversi tra loro, dalle aree boscate alle praterie, dalle gole dei torrenti alle creste rocciose.
La caratteristica che più distingue la Val Grande è però la sua wilderness di ritorno: un territorio che, dopo l'abbandono di molte attività tradizionali, è stato progressivamente riconquistato dalla vegetazione e dalla fauna.
Una valle che la natura ha riconquistato
Per comprendere il paesaggio attuale bisogna tornare indietro nel tempo.
La Val Grande non è sempre stata così selvaggia. Per secoli è stata frequentata da pastori e boscaioli. Le prime testimonianze della presenza dei pastori risalgono almeno al XIII secolo, mentre dal XV secolo si sviluppò anche lo sfruttamento dei boschi.
Nei secoli successivi la valle fu attraversata da persone, animali e merci. Gli alpeggi venivano utilizzati durante la stagione estiva e il legname rappresentava una risorsa fondamentale per le comunità circostanti.
Dopo la Seconda guerra mondiale, però, queste attività diminuirono progressivamente fino all'abbandono di molte aree.
Il bosco iniziò così a occupare nuovamente gli spazi lasciati liberi dall'uomo, trasformando profondamente il paesaggio.
Cicogna, la piccola capitale della Val Grande
Uno dei luoghi più conosciuti per entrare in contatto con il territorio della Val Grande è Cicogna, frazione di Cossogno e considerata dal Parco la sua “piccola capitale”.
Il paese si trova in una posizione particolare, circondato dalle montagne e affacciato su uno degli ambienti più selvaggi del parco.
Cicogna è raggiungibile da Verbania attraverso una strada stretta e tortuosa oppure a piedi lungo un'antica mulattiera. Dal paese partono diversi itinerari, sia impegnativi sia più accessibili.
Qui si trova anche il Centro Visita di Cicogna, dove è possibile approfondire gli aspetti naturalistici, storici e culturali della Val Grande.
Le montagne della Val Grande
La Val Grande è circondata da numerose cime e creste che contribuiscono alla sua particolare conformazione.
Tra le montagne più conosciute troviamo il Monte Zeda, la Cima della Laurasca e il Monte Togano, che offrono alcuni dei panorami più interessanti sull'area del parco e sulle montagne circostanti.
I versanti sono spesso ripidi e caratterizzati da rocce, boschi e profonde incisioni vallive. Questa morfologia rende la Val Grande affascinante ma anche impegnativa per chi decide di percorrerla a piedi.
Escursioni e trekking in Val Grande
La Val Grande è una destinazione particolarmente apprezzata dagli amanti del trekking e dell'escursionismo.
I sentieri permettono di raggiungere antichi alpeggi, bivacchi, punti panoramici e località un tempo abitate stabilmente. Alcuni itinerari seguono vecchie mulattiere utilizzate dalle popolazioni locali, mentre altri attraversano zone particolarmente selvagge.
Tra gli itinerari che partono da Cicogna ci sono il percorso verso Alpe Prà, dedicato alla “civiltà della fatica”, e quello verso Pogallo, legato alla storia dell'acqua e delle attività che sfruttavano le risorse del territorio.
La Val Grande, però, non è un ambiente da affrontare con leggerezza. Alcuni sentieri sono impegnativi, isolati e privi di servizi. È quindi importante scegliere il percorso in base alla propria esperienza, consultare le condizioni degli itinerari e partire adeguatamente equipaggiati.
Gli antichi alpeggi e le tracce dell'uomo
Uno degli aspetti più affascinanti della Val Grande è la possibilità di incontrare, durante un'escursione, i resti della vita di un tempo.
Baite, muretti a secco, terrazzamenti, mulattiere e vecchi alpeggi sono disseminati nel territorio e testimoniano quanto fosse intensa la presenza umana prima dello spopolamento della valle.
Camminando tra i boschi si possono quindi incontrare strutture ormai parzialmente inglobate dalla vegetazione. Sono tracce semplici, ma raccontano una storia importante: quella di comunità che vivevano in montagna sfruttando con grande attenzione le risorse disponibili.
La Val Grande è dunque contemporaneamente un ambiente naturale e un grande paesaggio storico.
La Val Grande durante la Seconda guerra mondiale
La storia della valle è legata anche agli avvenimenti della Seconda guerra mondiale.
La sua conformazione impervia fece della Val Grande e della vicina Val Pogallo un territorio utilizzato anche dai partigiani. Nel 1944 l'area fu interessata da un grande rastrellamento nazifascista, durante il quale numerosi partigiani persero la vita.
Questi avvenimenti fanno parte della memoria storica del territorio e possono essere approfonditi attraverso i luoghi, i sentieri e le testimonianze presenti nei centri abitati che circondano il parco.
La natura apparentemente incontaminata della Val Grande nasconde quindi anche una storia umana molto intensa.
Flora e fauna della Val Grande
Il ritorno della natura ha favorito anche la presenza di una fauna particolarmente ricca.
Nei boschi e sulle montagne del parco vivono camosci, cervi, caprioli, cinghiali, volpi e altri mammiferi, mentre tra gli uccelli si possono incontrare specie tipiche dell'ambiente alpino, tra cui l'aquila e il gufo reale.
Anche la vegetazione è molto varia. Castagni, faggi, ontani, betulle e altre specie arboree ricoprono ampie porzioni dei versanti.
La vicinanza del Lago Maggiore contribuisce inoltre a creare condizioni climatiche particolari, favorendo una vegetazione rigogliosa rispetto ad altre zone alpine.
Il Geoparco Sesia-Val Grande
La Val Grande possiede un importante patrimonio geologico ed è parte del Sesia-Val Grande Geopark, inserito nella rete mondiale dei geoparchi patrocinata dall'UNESCO.
Le rocce, le montagne e la conformazione delle vallate raccontano una storia geologica molto antica.
Per chi ama osservare il paesaggio con curiosità, la Val Grande offre quindi anche la possibilità di leggere nelle montagne le tracce dei processi naturali che hanno contribuito alla formazione delle Alpi.
Quando visitare la Val Grande
La stagione più indicata per le escursioni è generalmente quella compresa tra la primavera e l'autunno, scegliendo l'itinerario in base alle condizioni del terreno e alla quota.
L'estate permette di affrontare numerosi percorsi in quota, mentre l'autunno offre uno spettacolo particolarmente suggestivo grazie ai colori dei boschi.
La primavera può regalare fioriture e torrenti ricchi d'acqua, ma alcuni sentieri possono ancora presentare difficoltà legate alle condizioni del terreno.
In ogni periodo è importante ricordare che la Val Grande è un'area selvaggia: prima di partire è opportuno verificare le informazioni ufficiali del Parco, le condizioni dei sentieri e le eventuali chiusure o limitazioni.
Una delle anime più autentiche del VCO
La Val Grande rappresenta un volto particolare del Verbano-Cusio-Ossola. Non è una destinazione costruita intorno a grandi infrastrutture turistiche, ma un territorio nel quale la natura ha avuto la possibilità di riprendere progressivamente il proprio spazio.
È un luogo dove il silenzio, i boschi e le montagne convivono con le testimonianze lasciate dalle comunità che per secoli hanno vissuto e lavorato in queste valli.
Per questo motivo, visitare la Val Grande significa anche comprendere una parte importante della storia del VCO: quella del rapporto tra uomo e montagna, dell'abbandono delle attività tradizionali e del successivo ritorno della natura.
Un patrimonio da conoscere e, soprattutto, da attraversare con rispetto.

