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Alessi di Omegna: la storia della fabbrica del design

30-08-2026 10:00

Mauro

Omegna (VCO), Curiosità, Home Curiosità,

Alessi di omegna

Il nome Alessi occupa un posto completamente particolare, ha trasformato gli oggetti della vita quotidiana in vere e proprie opere di design

Dalla piccola officina metallurgica fondata nel 1921 alla consacrazione internazionale del design italiano: la storia della famiglia Alessi e della fabbrica di Crusinallo.

Quando si racconta la storia industriale di Omegna, il nome Alessi occupa un posto completamente particolare. Se aziende come Lagostina e Bialetti hanno portato nel mondo pentole e caffettiere, Alessi ha trasformato gli oggetti della vita quotidiana in vere e proprie opere di design.

Dietro questo successo internazionale c'è però una storia profondamente legata a Omegna, al Lago d'Orta e alla tradizione metallurgica del Cusio. L'azienda, ancora oggi conosciuta in tutto il mondo per i suoi oggetti per la cucina e per la casa, nacque infatti a Omegna nel 1921, inizialmente come una piccola officina artigianale.

In oltre un secolo di attività, Alessi è passata dalla produzione di semplici manufatti in metallo alla collaborazione con alcuni dei più importanti designer e architetti internazionali, diventando una delle massime espressioni del design italiano.

Giovanni Alessi e la nascita della FAO

La storia comincia nel 1921, quando Giovanni Alessi, insieme al fratello, fonda la Fratelli Alessi Omegna, conosciuta con la sigla FAO.

La sede dell'attività si trova nell'area di Omegna e successivamente viene trasferita a Crusinallo, dove ancora oggi si trova lo storico stabilimento dell'azienda.

La FAO nasce come officina specializzata nella lavorazione della lastra di ottone e alpacca, dotata anche di una fonderia. La produzione comprende inizialmente oggetti per la casa realizzati in rame, ottone e alpacca, successivamente sottoposti a trattamenti di nichelatura, cromatura o argentatura.

La filosofia del fondatore è basata soprattutto sulla qualità della lavorazione e sulla cura delle finiture. Giovanni Alessi porta quindi nella nuova azienda una mentalità ancora fortemente artigianale, ma all'interno di un territorio che sta rapidamente diventando uno dei principali distretti italiani della lavorazione dei metalli.

Omegna, infatti, in quegli anni ospita già numerose imprese specializzate nella produzione di casalinghi e manufatti metallici. La nascita della FAO si inserisce perfettamente in questa tradizione.

Carlo Alessi e la prima svolta

Un ruolo fondamentale nella storia dell'impresa viene assunto dalla seconda generazione della famiglia.

Nel 1932 Carlo Alessi, primogenito di Giovanni, entra nell'azienda quando è ancora molto giovane.

Carlo non è soltanto un dirigente: è anche un progettista. Tra la metà degli anni Trenta e il 1945 disegna gran parte degli oggetti prodotti dall'azienda.

È un passaggio importantissimo.

Fino a quel momento la produzione di Alessi era basata soprattutto sulla qualità della lavorazione e sulla tradizione manifatturiera. Con Carlo comincia invece a emergere una maggiore attenzione verso la forma dell'oggetto.

Il prodotto non deve più essere soltanto ben costruito: deve anche possedere una propria identità estetica.

Negli anni Trenta l'azienda cresce, aumenta il numero degli operai e viene costruita una prima rete commerciale. La FAO comincia quindi a superare progressivamente i confini della piccola manifattura locale.

La Seconda guerra mondiale

Come accadde a molte industrie metallurgiche italiane, anche la Fratelli Alessi Omegna fu coinvolta nella produzione legata alle esigenze belliche durante la Seconda guerra mondiale.

Il conflitto rappresentò una brusca interruzione del percorso di crescita che l'azienda aveva intrapreso durante gli anni Trenta.

Ma fu soprattutto il periodo successivo alla guerra a determinare la trasformazione definitiva della società.

La ripresa economica italiana, la crescita dei consumi e la progressiva industrializzazione crearono infatti nuove opportunità per le aziende del settore casalingo.

La FAO cominciò così a trasformarsi da manifattura artigianale in vera industria.

Dagli anni Cinquanta arriva l'acciaio

Gli anni Cinquanta rappresentano una delle svolte più importanti nella storia di Alessi.

L'azienda abbandona progressivamente i metalli più tradizionali e introduce sempre più decisamente l'acciaio inossidabile.

È una scelta destinata a cambiare profondamente la produzione.

L'acciaio inox offre infatti caratteristiche ideali per gli oggetti destinati alla cucina e alla tavola: resistenza, durata, igiene e possibilità di ottenere superfici estremamente curate.

In questo periodo la società assume il nome ALFRA, acronimo di Alessi Fratelli, e si orienta in maniera particolare verso la produzione destinata al settore professionale, come alberghi, ristoranti e bar.

È proprio in questa fase che entra in scena un altro membro fondamentale della famiglia: Ettore Alessi.

Entrato in azienda nel 1945, Ettore assume la responsabilità dell'Ufficio Tecnico e contribuisce a rafforzare la componente progettuale.

La sua attività porta alla realizzazione di nuovi oggetti industriali, tra cui cestini e porta-agrumi prodotti con filo d'acciaio.

Ma soprattutto Ettore comprende una cosa che si rivelerà fondamentale per il futuro dell'azienda: Alessi deve iniziare a collaborare con progettisti esterni.

L'incontro con il design italiano

Negli anni Cinquanta Alessi comincia quindi ad aprirsi alla collaborazione con designer e architetti.

Tra i primi progettisti coinvolti ci sono Luigi Massoni, Carlo Mazzeri e Anselmo Vitale.

Questa scelta rappresenta una vera rivoluzione.

Alessi non vuole più essere soltanto un produttore di oggetti per la casa. Vuole diventare un'azienda capace di interpretare la cultura contemporanea attraverso gli oggetti.

È proprio questa impostazione che, negli anni successivi, renderà Alessi diversa da molte altre aziende del settore.

La collaborazione con designer esterni diventerà infatti uno dei tratti distintivi dell'impresa e contribuirà a costruire quella particolare identità che ancora oggi associamo al marchio.

Dal casalingo al design d'autore

La grande intuizione di Alessi consiste nel portare il design all'interno della vita quotidiana.

Un cestino, un vassoio, una caffettiera, uno spremiagrumi o un cavatappi possono essere oggetti estremamente semplici dal punto di vista funzionale.

Ma possono anche diventare oggetti capaci di trasmettere una particolare idea estetica.

È questa filosofia che porterà Alessi a collaborare, nel corso dei decenni, con alcuni dei più importanti nomi dell'architettura e del design internazionale.

Tra questi ci saranno Aldo Rossi, Ettore Sottsass, Michael Graves, Achille Castiglioni, Philippe Starck, Richard Sapper, Alessandro Mendini e molti altri.

Il rapporto tra azienda e progettista diventa così uno degli elementi fondamentali del metodo Alessi.

Il ruolo di Alberto Alessi

Nella storia dell'azienda assume particolare importanza anche la terza generazione della famiglia.

Alberto Alessi, entrato nell'impresa negli anni Settanta, contribuisce in modo determinante alla trasformazione dell'azienda in una vera e propria "fabbrica del design".

L'obiettivo non è semplicemente produrre oggetti belli.

Alessi cerca progettisti capaci di proporre idee nuove, anche provocatorie, capaci di mettere in discussione il modo tradizionale di concepire un oggetto domestico.

È una strategia che porta l'azienda a collaborare con alcuni tra i più importanti protagonisti della cultura del design internazionale.

Secondo la stessa Alessi, nel corso della sua storia l'azienda ha collaborato con oltre 900 designer e possiede una collezione di più di 1.400 oggetti.

L'iconico bollitore di Michael Graves

Tra i prodotti più celebri della storia Alessi c'è il bollitore 9093, progettato dall'architetto statunitense Michael Graves.

Presentato nel 1985, è diventato uno degli oggetti simbolo del design postmoderno.

La caratteristica più famosa è il piccolo uccellino posizionato sul beccuccio, che fischia quando l'acqua raggiunge l'ebollizione.

È un esempio perfetto della filosofia Alessi: prendere un oggetto assolutamente normale e trasformarlo in qualcosa di ironico, riconoscibile e quasi giocoso.

La funzione rimane, ma viene accompagnata da una componente emozionale.

È proprio questo il tipo di design che ha permesso ad Alessi di raggiungere un pubblico molto più vasto rispetto a quello tradizionale degli articoli per la casa.

Alessandro Mendini e la rivoluzione estetica

Un altro personaggio fondamentale è Alessandro Mendini.

Architetto, designer e teorico del design, Mendini ebbe un rapporto particolarmente importante con Alessi.

La sua collaborazione contribuì a rafforzare l'idea dell'azienda come laboratorio culturale oltre che industriale.

Mendini fu inoltre il progettista del Museo Alessi, inaugurato nel 1998 all'interno dello stabilimento di Omegna.

Il museo conserva oggi una quantità straordinaria di materiali: oltre 25.000 pezzi, comprendenti prodotti, prototipi, stampi, disegni e altri documenti legati alla storia dell'azienda e dei designer che hanno collaborato con essa.

Il Museo Alessi di Omegna

Il Museo Alessi rappresenta oggi una delle testimonianze più importanti della storia industriale e del design del Cusio.

La sua particolarità è proprio quella di trovarsi all'interno della fabbrica di Omegna.

Non è quindi soltanto un museo dedicato a una collezione di oggetti. È un archivio della memoria industriale dell'azienda e, in parte, della storia del design italiano del Novecento.

La collezione comprende prototipi, modelli, stampi, disegni e oggetti realizzati da alcuni dei più importanti progettisti internazionali.

Gli oggetti Alessi sono inoltre presenti nelle collezioni permanenti di oltre 50 musei e istituzioni culturali nel mondo, tra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi e il Victoria & Albert Museum di Londra.

Alessi e Omegna

Il legame tra Alessi e Omegna è particolarmente importante.

A differenza di molte aziende che nel corso del tempo hanno spostato completamente la propria identità lontano dal luogo d'origine, Alessi continua ad avere a Crusinallo di Omegna la propria storica sede e il proprio stabilimento.

La fabbrica rappresenta quindi una presenza concreta della grande tradizione industriale del Cusio.

Questa tradizione comprende aziende come Cobianchi, Lagostina, Bialetti e Alessi, realtà differenti tra loro ma accomunate dalla stessa capacità di trasformare la lavorazione dei metalli in prodotti destinati al mercato nazionale e internazionale.

Nel caso di Alessi, però, il metallo è diventato anche uno strumento per raccontare la cultura del design.

Omegna, capitale del casalingo e del design

La storia di Alessi permette di comprendere meglio perché Omegna abbia avuto un ruolo così importante nell'industria italiana degli articoli per la casa.

Nel territorio del Cusio si sviluppò una particolare combinazione di competenze: lavorazione del metallo, capacità artigianale, conoscenza industriale e progressiva attenzione al design.

Alessi rappresenta forse l'esempio più evidente dell'evoluzione di questo modello.

La piccola officina fondata da Giovanni Alessi nel 1921 non è rimasta semplicemente una fabbrica di oggetti metallici.

È diventata un laboratorio nel quale industria, artigianato, tecnologia, arte e design hanno iniziato a dialogare.

Ed è proprio questo elemento ad aver permesso al marchio di raggiungere una notorietà internazionale.

Una fabbrica nata nel Cusio diventata patrimonio del design

A più di un secolo dalla sua fondazione, la storia di Alessi è ancora profondamente legata a Omegna.

La piccola FAO fondata da Giovanni Alessi nel 1921 è diventata una delle aziende italiane più conosciute nel mondo nel settore del design.

Dalle prime produzioni in rame, ottone e alpacca all'acciaio inossidabile, dalla manifattura tradizionale alle collaborazioni con architetti e designer, il percorso dell'azienda racconta l'evoluzione stessa dell'industria italiana del Novecento.

Oggi un oggetto Alessi può trovarsi in una cucina di New York, Londra, Tokyo o Milano. Ma la storia di quell'oggetto affonda le proprie radici a Crusinallo, sulle rive del Lago d'Orta.

È questo il vero significato della storia Alessi per Omegna: una piccola realtà industriale nata dalla tradizione metallurgica del territorio è riuscita a trasformare gli oggetti quotidiani in icone del design italiano, portando il nome della città cusiana nei più importanti musei e nelle case di tutto il mondo.

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